La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 20 gennaio 2012

Tu mi sei nota dall’antichità

Tutta la tua struttura, bella mia,
Tutta la tua sostanza mi va a genio,
Tutto in te anela a diventare musica,
Tutto domanda d’esser messo in rima.
Nelle rime però muore il destino,
E il disaccordo delle sfere irrompe,
Da verità, nel nostro microcosmo.
La rima non è replica di versi,
Ma contromarca presa al guardaroba,
Biglietto per un posto alle colonne
Nel rombo eterno di radici e viscere.
Nelle rime respira quell’amore
Che qui fuoriesce con difficoltà,
Davanti a cui si aggrottano le ciglia,
E fa arricciare il naso alla radice.
La rima non è replica di versi:
Ma permesso d’ingresso, per scambiare
Come un mantello contro una piastrina,
Il pesante fardello dei mali,
La paura del chiasso e del peccato
Con la sonora lamina del verso.
Tutta la tua sostanza, bella mia,
Tutta, bellezza mia, la tua struttura
Toglie il respiro e pungola al cammino,
E trascina a cantare, e dà delizia.
Ti cantò nei suoi marmi Policleto.
Le tue leggi già furon promulgate.
Le tue leggi si pèrdono nei secoli:
Tu mi sei nota dall’antichità.

Boris Pasternak


Lo stagno dice

Lo stagno dice:
avessi avuto mani e voce,
come ti avrei amato, come t'avrei cullato.
Sono tutti avidi, sai, son sempre ammalati
e le vesti altrui strappano
per farsene bende.
Io, invece, non ho bisogno di niente:
già, tenerezza - ecco la guarigione.
Poserei le mie mani sul tuo grembo,
come una docile fiera,
e come cielo scenderei
dall'alto in forma di voce.

Olga Sedakova


e noi nasciamo e rinasciamo e nasciamo ancora sublimando ogni istante in un sospiro

Povero corpo, coperto da ferite
se da bisturi o del tempo
non importa.
Povera anima nella quale noi tanto soffriamo
non sapendone il perché
voragine di dolore che toglie il fiato.
E lo spirito immenso, che ci compenetra e ci vince
e noi nasciamo e rinasciamo e nasciamo ancora
sublimando ogni istante in un sospiro.
Con il sorriso o la tristezza in volto
noi sognamo, ignari, un’altra vita.

Elena Wolkonskj


Un corpo per passare la mia vita ad amarti

Ti guardo e il sole cresce
Presto ricoprirà la nostra giornata
Svegliati cuore e colori in mente
Per dissipare le pene della notte

Ti guardo tutto è spoglio
Fuori le barche hanno poca acqua
Bisogna dire tutto con poche parole
Il mare è freddo senza amore

E’ l’inizio del mondo
Le onde culleranno il cielo
E tu vieni cullata dalle tue lenzuola
Tiri il sonno verso di te
Svegliati che io segua le tue tracce
Ho un corpo per attenderti per seguirti
Dalle porte dell’alba alle porte dell’ombra
Un corpo per passare la mia vita ad amarti

Un corpo per sognare al di fuori del tuo sonno.

Paul Eluard


Il tuo non esserci è già caldo di te

Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma sono per amore tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.

Rainer Maria Rilke


ma a che serve la luce?

Lo scandalo del contraddirmi, dell'essere
con te e contro te; con te nel cuore,
in luce, contro te nelle buie viscere;
del mio paterno stato traditore
- nel pensiero, in un'ombra di azione -
mi so ad esso attaccato nel calore
degli istinti, dell'estetica passione;
attratto da una vita proletaria
a te anteriore, è per me religione
la sua allegria, non la millenaria
sua lotta: la sua natura, non la sua
coscienza; è la forza originaria
dell'uomo, che nell'atto s'è perduta,
a darle l'ebbrezza della nostalgia,
una luce poetica: ed altro più
io non so dirne, che non sia
giusto ma non sincero, astratto
amore, non accorante simpatia...
Come i poveri povero, mi attacco
come loro a umilianti speranze,
come loro per vivere mi batto
ogni giorno. Ma nella desolante
mia condizione di diseredato,
io possiedo: ed è il più esaltante
dei possessi borghesi, lo stato
più assoluto. Ma come io possiedo la storia,
essa mi possiede; ne sono illuminato:
ma a che serve la luce?

Pier Paolo Pasolini


Dappertutto è il solito vaniloquio filosofico

Tutti parlano di teorie, di dottrine, di religioni, insomma di astrazioni;
nessuno di qualcosa di vivo, di vissuto di diretto.
La filosofia e il resto sono attività derivate, astratte nel peggior senso della parola.
Qui tutto è esangue. Il tempo si converte in temporalità, ecc.
Un ammasso di sottoprodotti.
D’altro canto gli uomini non cercano più il senso della vita partendo dalle loro esperienze, ma muovendo dai dati della storia o di qualche religione.
Bisogna cercare tutto in se stessi, e se non si trova ciò che si cerca, ebbene, si deve lasciar perdere.
Quello che mi interessa è.la.mia.vita.
Per quanti libri sfogli, non trovo niente di diretto, di assoluto, di insostituibile.
Dappertutto è il solito vaniloquio filosofico.

Emile Cioran - (da Quaderni 1957-1972)


Non dire mai “ti Amo”

Non dire mai “ti Amo”
se davvero non è quello che hai dentro
Non parlare mai di sentimenti
se non sono in te
Non tenere mai la mia mano
se stai per spezzare il mio cuore
Non dire mai che “lo farai”
se non hai intenzione di fare il primo passo
Non guardare mai nei miei occhi
se tutto ciò che fai è mentire
Non dire mai “ciao”
se ciò che intendi dire è “addio”
Se davvero intendi “per sempre”
di che per davvero lo farai
Non dire mai “per sempre”
perchè “per sempre” mi farà piangere

Virginia Anne Weathers


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