La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 14 febbraio 2012

e ti rivedo finalmente, tale come eri, come continui a essere, come ormai sarai sempre, fin quando ti amerò...

A volte - o per meglio dire:
quasi mai-
ti odio tanto che ti vedo diversa.
Nè in cuore nè in anima somigli
a quella che amavo appena un istante fa,
e perfino il tuo corpo cambia
è più bello
- forse perchè impossibile e lontano.
Ma anche l'odio modifica
me stesso,
e quando voglio accorgermene
sono un altro
che non odia,
che ama
quella sconosciuta il cui nome è il tuo,
che porta il tuo cognome,
e ha
come te
lunghi i capelli.
Quando sorridi, ti riconosco,
prima identifico il tuo profilo,
e ti rivedo
finalmente,
tale come eri, come continui
a essere,
come ormai sarai sempre, fin quando ti amerò...

Josè Hierro


nel tuo respiro io mi avviluppo

Ti benedico con tristezza, con allegria
temo per te con tutto quello che ho di amabile
ti custodisco con le palme che implorano
coi campi di grano con le nuvole.
Il tamtam dei tuoi piedi è una musica fatale
il muro che ti ho eretto contro è un crollo eterno
oscillo sull'orlo dell'abisso
nel tuo respiro io mi avviluppo.
Che tu m'ami o non m'ami fa lo stesso
che ti compenetri cuore a cuore,
ti vedo ti sento e ti canto
con te rispondo a Dio.
All'alba il bosco si sgranchisce
mille braccia aumentano si distendono
staccano la luce del cielo
per adagiarla sul cuore innamorato.

Attila Jószef

Caspar_david_friedrich_-_trees_in_the_moonlight

Le persone sono come le vetrate colorate

Le persone sono come le vetrate colorate:
brillano e scintillano quando fuori c'è il sole,
ma al calar delle tenebre viene rivelata
la loro vera bellezza solo se è accesa
una luce dall'interno

Fernando Pessoa


l'azzurro d'ogni cosa, sul tuo cuore

Le labbra inaridite, gli occhi tristi
nel lume fioco della stanza, al vetro
della sera t'attendo. Vivi, esisti
ma lontana, di freddo, eppure dietro
la tua nuca d'un soffio la mia mano
- io la ricordo, un soffio - a dirti amore
quasi svaniva, nevicava piano
l'azzurro d'ogni cosa, sul tuo cuore
ascoltavo la terra farsi grande
Piuma di tenerezza dove sei?
Ora il silenzio chiude le domande
e la voce all'accorrere dei miei
passi risponde nulla a chi mi chiede
di te, di me. Di spalle sulla porta
a fermarla per sempre, e col mio piede
a battere, ripeto nulla, è morta

Alfonso Gatto


sono il centro che esiste soltanto per una geometria dell’abisso

All’improvviso oggi ho dentro una sensazione assurda e giusta. Ho capito, con una illuminazione segreta, di non essere nessuno. Nessuno, assolutamente nessuno. Nel balenìo del lampo quella che avevo creduto essere una città era una radura deserta; e la luce sinistra che mi ha mostrato me stesso non ha rivelato nessun cielo sopra di essa. Sono stato derubato dal poter esistere prima che esistesse il mondo. Se sono stato costretto a reincarnarmi, mi sono reincarnato senza di me, senza esseremi reincarnato.

Io sono la periferia di una città inesistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto. Non sono nessuno, nessuno. Non so sentire, non so pensare, non so volere. Sono una figura di un romanzo ancora da scrivere, che passa aerea e sfaldata senza aver avuto realtà, fra i sogni di chi non ha saputo completarmi.

Penso in continuazione, sento in continuazione; ma il mio pensiero è privo di raziocinio, la mia emozione è priva di emozione! Da una botola situata lassù, sto precipitando per lo spazio infinito, in una caduta senza direzione, infinitupla e vuota. La mia anima è un maèlstrom nero, una vasta vertigine intorno al vuoto, un movimento di un oceano senza confini intorno ad un buco nel nulla, e nelle acque, che più che acque sono turbini, galleggiano le immagini di ciò che ho visto e sentito nel mondo: vorticano case, volti, libri, casse, echi di musiche e spezzoni di voci in un turbine sinistro e senza fondo.

E io, proprio io, sono il centro che esiste soltanto per una geometria dell’abisso; sono il nulla intorno a cui questo movimento gira, come fine a se stesso, con quel centro che esiste solo perché ogni cerchio deve possedere un centro. Io, proprio io, sono il pozzo senza pareti, il centro del tutto con il nulla intorno.

Fernando Pessoa


parola tra due vuoti

C'è un terzo modo di essere:
l'essere senza essere,
la pienezza del vuoto,
ora senza ore e altri nomi
ove si espone e si disperde
nelle confluenze del linguaggio
non la presenza
ma il suo presentimento.
I nomi che la nominano dicono:
nulla, parola a doppio taglio,
parola tra due vuoti.

Octavio Paz


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