La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 15 febbraio 2012

io e tu siamo tu ed io

Per amarti, ho ceduto
il mio cuore al destino.
Non potrai più liberarti
- non potrò più liberarmi! -
dal destino dell’amore!
Non lo penso, non lo senti;
io e tu siamo tu ed io,
come il mare e come il cielo
sono cielo e mare, senza amore.
Come la brezza, mi ricordi
il vento;
come il ruscello, mi ricordi
il mare;
come la vita, mi ricordi
il cielo;
come la morte, mi ricordi
la terra.

Juan Ramòn Jiménez


Sei sempre stata il mio specchio

Che vanità immaginare
che posso darti tutto, l'amore e la felicità,
viaggi, musica, giocattoli.
Certo è così:
tutto quel che ho te lo do, certo,
ma tutto quel che ho non ti basta
come a me non basta
tutto il tuo.
Per questo non saremo mai
la coppia perfetta, la cartolina,
se non siamo in grado di accettare
che solo in aritmetica
il due nasce da uno più uno.
Perciò ecco un bigliettino
che dice solo:
Sei sempre stata il mio specchio,
Voglio dire che per vedermi devo guardare te.
E questo frammento:
La lenta macchina del disamore
gli ingranaggi del riflusso
i corpi che abbandonano i cuscini
le lenzuola i baci
e in piedi davanti allo specchio si domandano
ognuno a se stesso
e senza guardarsi
non nudi l’uno per l’altra
io non ti amo,
amore mio.

Julio Cortazar


Non ti ho mai amata tanto

Non ti ho mai amata tanto, ma soeur,
come quando ti ho lasciata in quel tramonto.
Il bosco m' inghiottì, il bosco azzurro, ma soeur,
sopra stavano sempre le pallide costellazioni dell'Occidente.
Non risi neppure un poco, per niente, ma soeur,
-io che per gioco andavo incontro ad un oscuro destino-
mentre i volti dietro di me lentamente
sbiadivano nella sera del bosco azzurro.
Tutto era bello in questa sera unica, ma soeur,
-non fu mai più così dopo nè prima-
certo: ora mi restavano solo i grandi uccelli
che a sera, nel cielo oscuro, hanno fame.

Berthold Brecht




perchè l'amore s'abbia nella morte - nel suo congedo - l'ora dell'incontro

Non ha parole chi rivolge agli occhi
la sua domanda e trova nello sguardo
gli occhi a conferma d'essere l'amore.
Quale il dubbio, di giungere in ritardo
sul tempo, di cadere nell'aperto
della speranza? Basta il mio tremore
a dirmi vivo e fragile, ma sono
la vita,il soffio che ti chiama in dono.
Ha solo gli occhi chi si parla solo,
attende la risposta dai suoi primi
giorni che visse a trattenere il fiato,
la meraviglia dell'offerta. C'era,
nella terra e nel cielo, il suo sgomento
d'aver tutto allo sguardo, c'era il sole
a lenirgli l'immagine del tempo
per ogni giorno che gli nasce nuovo.
Prima che tu risponda, ascolta l'aria
che dai millenni ignora se la voce
è fatta di silenzio o di parole:
perchè l'amore s'abbia nella morte
- nel suo congedo - l'ora dell'incontro.

Alfonso Gatto


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