La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 22 febbraio 2012

Allora sarà amore e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre
si sovrappongano,
se riusciremo ad essere "noi"
in mezzo al mondo
e insieme al mondo,
piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire
quello che siamo
e non il ricordo
di come eravamo,
se sapremo darci l'un l'altro
senza sapere chi sarà il primo
e chi sarà l'ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio
perché insieme è gioia...
Allora sarà amore
e non sarà stato vano
aspettarsi tanto.

Pablo Neruda


L’amore è luce che s’accresce o che splende costante; il suo primo istante, dopo il mezzogiorno, è notte.

Fermati, che io terrò per te
una lezione, amore, sulla filosofia d’amore.
Durante queste tre ore trascorse
passeggiando, due ombre procedevano
con noi, da noi stessi prodotte.
Ma ora che il sole ci è a picco sul capo
calpestiamo le nostre ombre;
e tutte le cose son ridotte a coraggiosa luce.
Così mentre i nostri amori neonati crescevano,
le finzioni e le ombre si proiettavano
da noi, e dalle nostre preoccupazioni; ma ora non è più così.
Non ha raggiunto il suo culmine
l’amore che ancora si preoccupa di celarsi agli altri.
Se i nostri amori non si arrestano in questo mezzogiorno
noi nuove ombre proietteremo dall’altro lato.
E mentre le prime servivano ad accecare
gli altri, queste che tengon dietro
agiranno su noi stessi, oscureranno i nostri occhi.
Se i nostri amori impallidiscono e declinano a ponente
tu a me le tue, con falsità,
ed io a te le azioni mie occulterò.
Le ombre del mattino lentamente si consumano,
ma queste crescono via via per tutto il giorno,
e, oh, il giorno dell’amore è breve
se l’amore si corrompe.
L’amore è luce che s’accresce o che splende costante;
il suo primo istante, dopo il mezzogiorno, è notte.

John Donne


aspettarla così come folata o brezza

No, non lasciare chiuse
le porte della notte,
del fulmine, del vento,
di ciò che mai si è visto.
Restino aperte sempre
esse, le ben note.
E tutte, quelle ignote,
che si aprono
sui lunghi percorsi
da tracciare, nell’aria,
sulle rotte che stanno
cercandosi un varco
con volontà oscura
e ancora non l’hanno trovato
in punti cardinali.
Mettete alti segnali,
astri, meraviglie;
che si veda chiaramente
che è qui, che tutto
desidera accoglierla.
Perchè può venire.
Oggi o domani, o fra mille
anni, o il giorno
penultimo del mondo.
E tutto
dev’essere così piano
come la lunga attesa.
Eppure so che è inutile.
Che è un gioco mio, tutto,
aspettarla così
come folata o brezza,
temendo che inciampi.
Perchè quando lei verrà
sfrenata, implacabile,
a raggiungere me,
muraglie, nomi, tempi,
si frangeranno tutti,
travolti, penetrati
irresistibilmente
dall’immensa tempesta del suo amore,
ormai presenza.

Pedro Salinas


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