La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 9 marzo 2012

Non, rien de rien Non, je ne regrette rien. Car ma vie, car mes joies, aujourd'hui ça commence avec toi.

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
Ni le bien, qu'on ma fait
Ni le mal tout ça m'est bien égal!

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
C'est payé, balayé, oublié,
je me fous du passé.

Avec mes souvenirs,
j'ai allumé le feu,
mes chagrins, mes plaisirs,
je n'ai plus besoin deux!
Balayés les amours,
et tous leurs trémolos,
balayés pour toujours,
je repars à zéro.

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
Car ma vie, car mes joies,
aujourd'hui
ça commence avec toi.

*****

No, niente di niente
non rimpiango niente
né il bene che mi è stato fatto
né il male, non mi importa

no, niente di niente
non rimpiango niente
ho pagato tutto, tutto spazzato via, dimenticato,
me ne infischio del passato

coi miei ricordi
ho acceso un fuoco
i miei dolori, le mie gioie,
non ho più bisogno di loro
mi sbarazzo degli amori,
e di tutti i loro tremori,
spazzati via per sempre,
riparto da zero

no, niente di niente
non rimpiango niente
perchè la mia vita, la mia gioia
oggi
comincia con te


Liberami di me

Desiderami, stremami, versami, sacrificami.
Chiedimi. Raccoglimi, contienimi, nascondimi.
Voglio esser di qualcuno, voglio esser tuo, è la tua ora.
Sono colui che passò saltando sopra le cose,
il fuggitivo, il dolente.

Ma sento la tua ora,
l’ora in cui la mia vita gocciolerà sulla tua anima,
l’ora delle tenerezze che mai non versai,
l’ora dei silenzi che non hanno parole,
la tua ora, alba di sangue che mi nutrì d’angosce,
la tua ora, mezzanotte che mi fu solitaria.

Liberami di me. Voglio uscire dalla mia anima.
Io sono ciò che geme, che arde, che soffre.
Io sono ciò che attacca, che ulula, che canta.
No, non voglio esser questo.
Aiutami a rompere queste porte immense.
Con le tue spalle di seta disseppellisci queste àncore.
Così una sera crocifissero il mio dolore.

Liberami di me. Voglio uscire dalla mia anima.
Voglio non aver limiti ed elevarmi verso quell’astro.
Il mio cuore non deve tacere oggi o domani.
Deve partecipare di ciò che tocca,
dev’essere di metalli, di radici, d’ali.
Non posso esser la pietra che s’innalza e non torna,
non posso essere l’ombra che di disfa e passa.

No, non può essere, non può essere.
Allora griderei, piangerei, gemerei.
Non può essere, non può essere.
Chi avrebbe rotto questa vibrazione delle mie ali?
Chi m’avrebbe sterminato? Quale disegno, quale parola?
Non può essere, non può essere, non può essere.
Liberami di me. Voglio uscire dalla mia anima.

Perché tu sei la mia rotta. T’ho forgiata in lotta viva.
Dalla mia lotta oscura contro me stesso, fosti.
Hai da me quell’impronta di avidità non sazia.
Da quando io li guardo i tuoi occhi son più tristi.
Andiamo insieme. Spezziamo questa strada insieme.
Sarò la tua rotta. Passa. Lasciami andare.
Desiderami, stremami, versami, sacrificami.
Fai vacillare le cinte dei miei ultimi limiti.

E che io possa, alfine, correre in fuga pazza,
inondando le terre come un fiume terribile,
sciogliendo questi nodi, ah Dio mio, questi nodi,
spezzando,
bruciando,
distruggendo
come una lava pazza ciò che esiste,
correre fuor di me stesso, perdutamente,
libero di me, furiosamente libero.
Andarmene,
Dio mio,
andarmene!

Pablo Neruda



Mi piace il mio corpo quand’è col tuo corpo

Mi piace il mio corpo quand’è col tuo corpo.
È una cosa tanto nuova.
Muscoli meglio e nervi di più.
Mi piace il tuo corpo.
Mi piace quel che fa e il come.
Mi piace sentir la sua spina dorsale,
le sue ossa e il tremolante
-liscio-sodo che bacerò
ancora ancora e ancora di te.
Mi piace baciare questo e quello,
mi piace, lentamente accarezzare,
il folto elettrico pelo,
e quel che viene a carne che si separa…
E occhi grandi briciole d’amore,
e forse mi piace il brivido
di sotto me te così nuovo.

Edward Estlin Cummings


Naufrago: e in ogni sillaba m'intendi

Filtra l'ora e lo spazio
e non ha luce presagio
nell'abbandono dell'erbe;
e il vento, il fresco vento non versa
telai di suoni e chiarità improvvise,
e quando tace anche il cielo è solo.
Dammi vita nascosta,
e se non sai me pure occulta,
notte aereo mare.
Naufrago: e in ogni sillaba m'intendi
che dalla terra scava il suo spiraglio
e nell'ombra s'allarga,
e albero diventa o pietra o sangue
in ansiosa forma d'anima
che in sé muore,
me stesso brucato dal patire
che m'asserena, profondità d'amore.

Salvatore Quasimodo


quando tutto é arido, i fiumi sognano l'esuberanza

La pelle della donna sogna qualcuno che la possa leccare
i suoi capelli sognano la mano che li districhi
la sua mano sogna il sudore annidato nel palmo dell'altra mano
le sue labbra sognano l'ardore del bacio
le sue ginocchia sognano due baci distinti
il capezzolo sogna qualcuno che lo succhi con passione
il collo sogna qualcuno che lo abbracci con una tenerezza dolorosa
il corpo sogna qualcuno che lo stringa senza tregua
il cuore sogna che i suoi battiti comunichino con un altro cuore
l'anima sogna qualcuno che la ospiti
i piedi sognano di camminare con questo ospite
e le braccia sognano di cullarlo per farlo addormentare
gli occhi sognano una lingua segreta che non ha bisogno di parole
l'orecchio sogna di udire il suo nome nell'immaginazione dell'altro
quando tutto é arido, i fiumi sognano l'esuberanza.

Zhabiya Khamis


Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza

Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.

Antoine de Saint Exupéry



Una piccola fata triste Che, al tramonto, di un bacio muore E, all’alba, di un bacio rinasce

Tutta la mia esistenza è un verso oscuro
Che reiterandosi ti condurrà
All’alba delle fiorescenze e delle crescite perenni.
In questo verso io ti sospirai.
In questo verso io ti innestai
All’albero, all’acqua e al fuoco.
La vita è, forse,
Una lunga strada che, ogni giorno, una donna attraversa
con un paniere.
La vita è, forse,
Una corda con la quale un uomo si appende ad un ramo.
La vita è, forse, un bimbo che torna dalla scuola.
La vita è, forse, accendere una sigaretta in molle riposo tra due amplessi
O è, forse, lo sguardo vuoto di un passante
Che si leva il cappello
E, con un sorriso distratto, dice ad un altro: buongiorno.
La vita è, forse, quell’attimo senza fine
In cui il mio sguardo si smarrisce nelle pupille dei tuoi occhi
Ed in questo vi è il senso
Che mescolerò alla comprensione della Luna e alla percezione delle tenebre.
In una stanza che misura una solitudine,
Il mio cuore,
Che misura un amore,
Si sofferma sui puri pretesti della sua felicità,
Sul dolce declino dei fiori nel vaso,
Sul giovane albero che hai piantato nel piccolo giardino
della nostra casa,
Sul cinguettio dei canarini
Che inonda tutta la finestra.
Oh!
Questa è la mia parte.
Questa è la mia parte.
La mia parte
È un cielo che una tenda appesa mi sottrae.
La mia parte è scendere da una scala incustodita
E raggiungere qualcosa tra il putridume e l’abbandono.
La mia parte è una triste passeggiata nel giardino dei ricordi,
Morire nell’affanno di una voce che mi sussurra:
Amo
Le tue mani.
Pianterò le mie mani nel piccolo giardino.
Rinverdirò, lo so, lo so, lo so.
E le rondini nell’incavo delle mie dita, lorde d’inchiostro,
Deporranno le loro uova.
Metterò due rosse ciliegie gemelle ai miei orecchi,
Come orecchini,
E petali di dalie alle mie unghie.
Vi è un vicolo dove
Gli stessi ragazzi, che di me erano innamorati,
Con i loro capelli scarmigliati, i loro esili colli
E le loro gambe ossute,
Rievocano ancora i sorrisi innocenti di una ragazza
Che, una notte,
Il vento portò via con sé.
Vi è un vicolo che il mio cuore
Ha rubato ai quartieri della mia infanzia.
Viaggio di un’entità attraverso la linea del tempo,
Entità fecondante la linea sterile del tempo,
Entità di un’immagine cosciente
Che torna dal banchetto di uno specchio.
Ed è così
Che qualcuno muore
E qualcuno resta.
Nessun pescatore troverà mai una perla
Nell’umile rigagnolo che si riversa In un fosso.
Io conosco
Una piccola fata triste
Che dimora in un oceano
E suona il suo cuore in un flauto di legno
Dolcemente, dolcemente.
Una piccola fata triste
Che, al tramonto, di un bacio muore
E, all’alba, di un bacio rinasce.

Forugh Farrokhzad


pronta ad esser stampata con lettere di una lingua sconosciuta dalla gran rotativa del nostro amore

Ero stufa d'esser donna,
stufa del dolore,
dell'irrilevante dettaglio del sesso,
la mia concavità
inutilmente affamata
e più vuota ogni volta che era piena,
e riempita infine
del suo stesso vuoto,
cercando il giardino della solitudine
anziché gli uomini.
Il letto bianco
nel verde giardino -
Desideravo
dormire sola
così come altri
desiderano un amore.
Persino quando sei arrivato tu
ho cercato di mandarti
via con la mia tristezza,
le mie ciniche seduzioni,
ed il mio trucco di
trasformare lo schiavo
in padrone.
E tutto perché
tu mi facevi
dolere le punte delle dita,
ed incrociare gli occhi
in una passione
che non sapeva nemmeno il proprio nome.
Orso, bestia, amante
del libro del mio corpo,
mi hai voltato le pagine
e scoperto
ciò che restava
da scrivere
sull'altro lato.
Ed ora
sono bianca
per te,
una tabula rasa
pronta ad esser stampata
con lettere
di una lingua sconosciuta
dalla gran rotativa
del nostro amore.

Erica Jong


Se mi ami, amami tutta

Se mi ami, amami tutta:
non per zone di luce o d'ombra.
Amami giorno;
amami notte...
È alba alla finestra aperta!
Se mi ami, non mi ritagliare:
amami tutta...
o non mi amare.

Dulce Maria Loynaz


Non andartene, amore, senza avvertirmi

Non andartene, amore, senza avvertirmi.
Ho vegliato tutta la notte e ora i miei occhi
sono pesanti di sonno.
Ho paura di perderti mentre dormo.
Non andartene, amore, senza avvertirmi.
Mi sveglio e stendo le mani per toccarti. Ti sento e
mi domando: “E’ un sogno?”
Oh, potessi stringere i tuoi piedi col mio cuore
e tenerli stretti al mio petto!
Non andartene, amore, senza avvertirmi.
Rabindranath Tagore




Oltre il luogo ove muovono le acque, Oscure di tempesta o lucenti di stelle

Tutte le parole che raccolgo,
Tutte le parole che scrivo,
Devono aprire instancabili le ali
E non fermarsi mai nel loro volo,
Fino a giungere al tuo triste, triste cuore,
E cantare per te nella notte,
Oltre il luogo ove muovono le acque,
Oscure di tempesta o lucenti di stelle.
William Butler Yeats


foresta profonda foresta oscura dove crescono e s'intrecciano i rami dei miei pensieri

Ogni mattina al risveglio
una donna mi si para davanti
somiglia a tutto quello che ieri
vidi dell'universo.
Il giorno prima ero penetrato
in quella capigliatura
foresta profonda
foresta oscura
dove crescono e s'intrecciano
i rami dei miei pensieri
e nelle officine del volto
o mia nemica mattutina
venivano fusi e foggiati ieri
tutti i metalli delle mie parole
E nei suoi pugni che la difendono
masse di ghisa senza pietà
io riconosco
io riconosco i magli
della mia volontà.

Guillaume Apollinaire


Vi amai nella città

Vi amai nella città dove per sole
strade si posa il passo illanguidito
dove una pace tenera che piove
a sera il cuor non sazio e non pentito
volge a un'ambigua primavera in viole
lontane sopra il cielo impallidito.

Dino Campana


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