La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 12 marzo 2012

There's a city in my mind Come along and take that ride And it's all right, baby, it's all right

Well we know where we're goin'
But we don't know where we've been
And we know what we're knowin'
But we can't say what we've seen
And we're not little children
And we know what we want
And the future is certain
Give us time to work it out

[Chorus:]

We're on a road to nowhere
Come on inside
Takin' that ride to nowhere
We'll take that ride

I'm feelin' okay this mornin'
And you know,
We're on the road to paradise
Here we go, here we go

[Chorus]

Maybe you wonder where you are
I don't care
Here is where time is on our side
Take you there...take you there

We're on a road to nowhere
We're on a road to nowhere
We're on a road to nowhere

There's a city in my mind
Come along and take that ride
And it's all right, baby, it's all right

And it's very far away
But it's growing day by day
And it's all right, baby, it's all right

They can tell you what to do
But they'll make a fool of you
And it's all right, baby, it's all right

We're on a road to nowhere


Tu sei la nuvola della sera

Tu sei la nuvola della sera
che vaga nel cielo dei miei sogni.
Io ti dipingo e ti modello
con i miei desideri d’amore.
Tu sei mia, solo mia,
l’abitatrice dei miei sogni infiniti!
I tuoi piedi sono rosso-rosati
per la vampa del mio desiderio,
spigolatrice dei miei canti al tramonto!
Le tue labbra sono dolci-amare
del sapore del mio vino di dolore.
Tu sei mia, solo mia,
abitatrice dei miei sogni solitari!
Ho oscurato i tuoi occhi
con l’ombra della mia passione,
frequentatrice della profondità
del mio sguardo!
T’ho presa e ti stringo,
amore mio,
nella rete della mia musica.
Tu sei mia, solo mia,
abitatrice dei miei sogni immortali!

Rabindranath Tagore


I heard your voice through a photograph

How long how long will I slide
Separate my side I don’t
I don’t believe it’s bad

Slit my throat
It’s all I ever



I heard your voice through a photograph

I thought it up it brought up the past
Once you know you can never go back
I’ve got to take it on the otherside



Centuries are what it meant to me

A cemetery where I marry the sea
Stranger things could never change my mind
I’ve got to take it on the otherside
Take it on the otherside
Take it on
Take it on



Chorus



Pour my life into a paper cup

The ashtray’s full and I’m spillin’ my guts
She wants to know am I still a slut
I’ve got to take it on the otherside



Scarlet starlet and she’s in my bed

A candidate for my soul mate bled
Push the trigger and pull the thread
I’ve got to take it on the otherside
Take it on the otherside
Take it on
Take it on



Chorus



Turn me on take me for a hard ride

Burn me out leave me on the otherside
I yell and tell it that
It’s not my friend
I tear it down I tear it down
And then it’s born again



Chorus



How long I don’t believe it’s bad

Slit my throat
It’s all I ever














è allora che la solitudine scorre insieme ai fiumi

La solitudine è come la pioggia.
Si alza dal mare verso sera;
dalle pianure lontane, distanti,
sale verso il cielo a cui da sempre appartiene.
E proprio dal cielo ricade sulla città.

Piove quaggiù nelle ore crepuscolari,
allorché tutti i vicoli si volgono verso il mattino
e i corpi, che nulla hanno trovato,
delusi e affranti si lasciano l’un l’altro;
e persone che si odiano a vicenda
sono costrette a dormire insieme in un letto unico:

è allora che la solitudine scorre insieme ai fiumi.

Rainer Maria Rilke


e nulla sarà uguale a prima

Sai cosa accade quando ti spezzano in due l’anima? Senti il cuore fermarsi insieme ad un assordante rumore di mute lacrime che scendono fino a toglierti il respiro. Poi…? Poi senti il dolore trafiggerti come una lama sottile mentre i frammenti della tua anima cadono a terra e nulla sarà uguale a prima.

Silvana Stremiz


Perché a volte già “adesso” è troppo tardi

Bisognerebbe sempre “ascoltare” le parole che diciamo e quelle che ci vengono dette. Il timbro della voce, quella risata, l’eco di quel “ti amo”, di quel “ti voglio bene”, prestare attenzione a quel semplice “come stai?”. Contengono quasi sempre sussurri dell’anima che non sappiamo cogliere.

Bisognerebbe ascoltare e incidere nell’anima quei piccoli sussurri in dono, che distrattamente non ascoltiamo. Non dovremmo viverli distrattamente perché potrebbe essere che non la sentiremo più quella voce, che non rivedremo più quel volto e non riceveremo più in dono “altri sussurri di parole”. E dire dopo mi dispiace sarà troppo tardi. Perché a volte già “adesso” è troppo tardi.

Silvana Stremiz


Tu per me sei

Feredica 8 anni

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