La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 20 marzo 2012

Infine mi ha spiegato che la sofferenza nasce quando ci aspettiamo che gli altri ci amino nel modo che immaginiamo

Ti ho atteso come Penelope aspettava Ulisse, come Giulietta aspettava Romeo, come Beatrice aspettava Dante per riscattarlo.
Il vuoto della steppa era affollato dai ricordi di Te, dei momenti passati insieme, dei luoghi nei quali siamo stati, delle nostre gioie e delle nostre discussioni.
Ma quando guardavi indietro, verso le orme dei miei passi, non ti vedevo. Ho sofferto molto.
Ho capito che avevo imboccato un cammino senza ritorno, e mi sono resa conto che, quando agiamo così, non possiamo fare altro che continuare per quella strada.
Allora sono andata da un nomade che avevo conosciuto tempo prima, gli ho chiesto di insegnarmi a dimenticare la mia storia personale, ad aprirmi all’amore che è presente in ogni luogo.
Con lui, ho cominciato ad apprendere la tradizione del Tengri.
Un giorno, guardandomi intorno, ho visto quell’amore riflesso in un paio d’occhi:
nello sguardo di un pittore di nome Dos.
Ero molto addolorata: non potevo credere che fosse possibile amare di nuovo. Lui non mi ha detto molte cose: mi ha solo aiutato a perfezionare il russo, e mi ha raccontato che nella steppa usano sempre la parola “azzurro” per designare il cielo, anche quando è grigio – perché sanno che al di sopra delle nuvole è sempre di quel colore. Mi ha preso per mano, e mi ha aiutato ad attraversare queste nuvole. Mi ha insegnato ad amare me stessa, prima che ad amare lui.
Mi ha rivelato che il mio cuore doveva servire me e Dio, e non essere assoggettato alle necessità degli altri.
Mi ha detto che il mio passato mi avrebbe accompagnato per sempre: tuttavia, quanto più fossi riuscita a liberarmi dei fatti e a concentrarmi solo sulle emozioni, tanto più avrei capito che nel presente esiste sempre uno spazio grande come la steppa, che dev’essere colmato con altro amore e altra gioia di vivere.
Infine mi ha spiegato che la sofferenza nasce quando ci aspettiamo che gli altri ci amino nel modo che immaginiamo, e non nella maniera in cui l’amore deve manifestarsi – libero, incontrollato, pronto a guidarci con la sua forza e a impedirci di fermarci.

Paulo Coelho – Lo Zahir


La mia anima

La mia anima è un globo di fuoco
Che si consuma senza fine.
Il mio corpo è uno straniero
A cui porto pane ed acqua tutti i giorni.
Murilo Mendes


Non saprai mai che la tua anima viaggia come in fondo al mio cuore

Non saprai mai che la tua anima viaggia
come in fondo al mio cuore, dolce cuore adottivo;
e che nulla, né il tempo, gli altri amori, gli anni,
impediranno mai che tu sia stato.
Che la beltà del mondo ha già il tuo viso,
di tua dolcezza vive, splende del tuo chiarore,
e all’orizzonte il pensieroso lago
narra soltanto la tua serenità.
Non saprai mai che porto la tua anima
come una luce d’oro che rischiara i passi;
che un po’ della tua voce suona nel mio canto.
Dolce fiaccola i tuoi raggi, dolce braciere la tua fiamma,
mi insegnano il cammino dei tuoi passi,
e un poco ancora vivi, perché ti sopravvivo.

Yourcenar Marguerite




Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata

Io vorrei farti dormire, ma come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. Ma succederà così anche a te. Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani. Guarda, Natalia, il cielo! È una meraviglia!

Fedor Dostoevskij - Le notti bianche


Dormo per qualche respiro

Mi accorgo di una sua carezza che mi asciuga. Dormo per qualche respiro.
Poi cerco i panni, abito lontano.
Resta, dice.
Se vuoi compagnia, sì, se no per me è meglio non ingombrare.
Voglio che mi ingombri le lenzuola, dice. Poi chiede se ho voglia di parlare un poco.
Un poco. Chiedo com’è che è sola.
È per lavoro.
Guadagni con la solitudine? No, cogli uomini, vado con gli uomini per soldi. Non in strada, vado agli appuntamenti.
Sto zitto, certo non mi sta presentando il conto.
Chiede se mi fa schifo. No.
Così lo sai adesso.
No, dico, io so adesso la tua intenzione di dirmelo e questa è più grande della notizia. Laila non ho niente di mio per pareggiare questo.
Non vuoi, dice.
È anche così dico.
Non importa, basta che non ti faccio schifo.
Restiamo stesi a metà di un abbraccio. Lei dice “Tienimi” e io la piglio anche con l’altro braccio e me la stendo sopra. E la stringo un poco: va bene un “tienimi” così? Sorride di sì dritto dentro un orecchio.
Così mi innamoro di te, dico. E’ una bugia, ma la dico lo stesso.
Gli uomini non si innamorano di una che fa il mestiere, dice. I clienti no, dico, ma uno scroccone di giardiniere, può succedere.

Erri De Luca - Tre cavalli




Come te, ho dimenticato

Come te anch'io ho cercato di lottare con tutte le mie forze contro la smemoratezza. E come te ho dimenticato. Come te ho desiderato avere un'inconsolabile memoria, una memoria fatta d'ombra e di pietra. Ho lottato da sola con violenza, ogni giorno, contro l'orrore di non poter più comprendere il perché di questo ricordo. Come te, ho dimenticato.

Alain Resnais - Hiroshima mon amour


terre popolate dalla sola solitudine

Un uomo a un tratto si fa straniero a sé
ai suoi oggetti, alla sua casa, alla donna in cui riposa
e l’aria di ogni giorno su lui posa
come terra strato sopra strato.
Un uomo a un tratto si fa straniero
al suo corpo dissociato, alle molte membra delle quali
si abusa in movimenti infiniti.
E solo la sua testa è un serraglio di animali ammansiti.
E con le dita, nel linguaggio di chi non parla e non sente,
cerca di raccontare a se stesso brevemente
le cose che non disse mai a parole,
ma il suo sangue lentamente
lo soffoca come una cravatta e la rètina distende
una mappa di macchie alle pareti
con terre popolate dalla sola solitudine.

Ori Bernstein


Vivere in armonia non significa non avere conflitti, ma poter convivere con gli stessi serenamente

Mi lascia indifferente il concetto di felicità, ritengo più importanti la serenità e l’armonia. Il concetto di felicità presuppone che uno sia contentissimo, che se ne vada in giro ridendo, abbracciando tutti, dicendo sono felice, che meraviglia. È chiaro che anche un mal di denti gli toglierà la gioia e, quindi, la felicità. Penso che la serenità sia una cosa diversa. La serenità ha molto dell’accettazione, ma include anche un certo autoriconoscimento dei propri limiti. Vivere in armonia non significa non avere conflitti, ma poter convivere con gli stessi serenamente.

Josè Saramago 


Una poesia dovrebbe ancora essere un bussare che insorge alla porta dell’ignoto

La poesia è la notizia dalle frontiere della coscienza. La poesia è quello che invocheremmo svegliandoci in una selva oscura nel mezzo del cammin di nostra vita. Una poesia è uno specchio che cammina lungo una strada alta piena di piaceri visivi. La poesia è la foglia metallica agitata dall’immaginazione, dovrebbe splendere all’esterno e quasi accecarti, è il sole trascorrente nelle maglie del mattino, è notti in bianco e bocche di desiderio, è fatta di aloni che si dissolvono negli oceani del suono, è la lingua di strada di angeli e diavoli, è un divano di cantori ciechi che hanno messo via i bastoni da passeggio. Una poesia dovrebbe innalzarsi all’estasi da qualche parte fra discorso e canto. Una poesia deve cantare e volare via con te oppure è un’anatra morta con un’anima di prosa. La poesia è l’anarchia dei sensi che dà senso. La poesia è tutte le cose nate con ali che cantano. Come un vaso di rose una poesia non dovrebbe essere spiegata. La poesia è una voce di dissenso contro lo spreco di parole e la folle pletora della stampa, è ciò che esiste tra le righe, è fatta con le sillabe dei sogni, è grida lontane lontane su una spiaggia quando si fa sera, è un faro che muove il suo megafono sul mare, è una foto della mamma col suo reggipetto che guarda fuori dalla finestra in un giardino segreto, è un arabo che porta tappeti colorati e gabbie per uccelli lungo le strade di una grande metropoli. Una poesia può essere fatta di comuni ingredienti casalinghi. Sta bene su una sola pagina e tuttavia può riempire un mondo, e sta bene nella tasca del cuore. La poesia è un cantore di strada che salva i gatti randagi dell’amore. La poesia è un pensiero da guanciale dopo il rapporto, è la distillazione di animali articolati che si chiamano gli uni con gli altri attraverso un grande golfo, è il frammento pulsante della vita interna, una musica che non si inceppa, è il dialogo delle nude statue, è il suono dell’estate nella pioggia e di gente che ride dietro a imposte chiuse in un vicolo di notte, è una lampadina spoglia in un albergo per i senza dimora che illumina una nudità di menti e cuori. Lasciate che il poeta sia un animale che canta, diventato ruffiano per un re anarchico. La poesia è l’incomparabile intelligenza lirica impiegata ad agire su cinquantasette varietà di esperienze. La poesia è una casa alta che riecheggia con tutte le voci che abbiano mai detto, qualcosa di folle o meraviglioso La poesia è un attacco sovversivo sul linguaggio dimenticato dell’inconscio collettivo. La poesia è un vero canarino in una miniera di carbone, e sappiamo perché l’uccellino in gabbia canta. La poesia è l’ombra gettata dalle nostre immaginazioni di luci da strada, è la voce della Quarta Persona Singolare, è la voce dentro alla voce della tartaruga, è la faccia dietro alla faccia della razza. La poesia è fatta di pensieri notturni. Se può strapparsi via dall’illusione non sarà ripudiata prima dell’alba. La poesia è fatta evaporando la risata liquida della giovinezza. La poesia è un libro di luce di notte che diffonde nuvole di non sapere. Ode il sussurro degli elefanti e vede quanti angeli danzano sulla capocchia di uno spillo, è un ronzio, un lamento, una risata, un singhiozzo all’alba, una risatina matta è la Gestalt finale dell’immaginazione. La poesia dovrebbe essere emozione ricomposta insieme nell’emozione. Le parole sono fossili viventi. Il poeta dovrebbe rimettere insieme la bestia vivente e farla cantare, un poeta è grande solo quanto il suo orecchio, un male davvero se questo è di latta. La poesia è la rivolta perpetua contro il silenzio, l’esilio e l’inganno. Il poeta è un barbaro sovversivo alle porte della città che sfida costantemente il nostro status quo, è il magistrale ontologo che mette costantemente in discussione la realtà e la reinventa. Ricava bevande mescolando i liquori insani dell’immaginazione ed è sempre sorpreso che mai nessuno balbetti. Dovrebbe essere un oscuro abbaiatore davanti alle tende dell’esistenza. La poesia è quello che si può udire dalle botole che riecheggiano in alto, l’uscita antincendio di Dante. La poesia è religione. La religione è poesia, è il ronzio delle falene mentre girano intorno alla fiamma, è una barca di legno, ormeggiata nell’ombra sotto un salice piangente, nell’ansa di un fiume. La poesia non è tutta eroina, cavalli e Rimbaud,è anche le preghiere impotenti dei passeggeri dell’aereo che allacciano le cinture di sicurezza per l’atterraggio finale. La poesia è il vero argomento della grande prosa. Dice l’indicibile emette il sospiro inesprimibile del cuore. Ogni poesia è una pazzia momentanea, e l’irreale è realista. Una poesia dovrebbe ancora essere un bussare che insorge alla porta dell’ignoto.

Lawrence Felinghetti


Oh tenerezza immensa, quasi disumana!

Quando il pensiero di te mi accompagna
nel buio, dove a volte dagli orrori
mi rifugio del giorno, per dolcezza
immobile mi tiene come statua.
Poi mi levo, riprendo la mia vita.
Tutto è lontano da me, giovanezza,
gloria; altra cura dagli altri mi strana.
Ma quel pensiero di te che vivi,
mi consola di tutto. Oh tenerezza
immensa, quasi disumana!

Umberto Saba


Questa è la vera e unica nostalgia

Io non sono di qui. Non appartengo a questa terra dove sono nato; e nella vita si impara, impara chi vuole imparare, che nessuno appartiene alla terra dov’è nato, dove l’hanno messo al mondo. Che nessuno è di nessun posto. Alcuni cercano di mantenere l'illusione e si costruiscono nostalgie, sensi di possesso, inni e bandiere. Tutti apparteniamo ai luoghi dove non siamo stati prima. Se esiste nostalgia, è per le cose che non abbiamo mai visto, per le donne con cui non abbiamo mai dormito, e per gli amici che non abbiamo avuto, per i libri non letti, per i cibi nella pentola ancora non assaggiati. Questa è la vera e unica nostalgia.

Paco Ignacio Taibo II - Ombre nell’ombra


Esistono soltanto delle persone, e in ognuna ci sono scorie e raggi di luce

Improvvisamente ho capito che non c'è nessuna persona giusta. Non esiste né in terra né in cielo né da nessun'altra parte, puoi starne certa. Esistono soltanto le persone, e in ognuna c'è un pizzico di quella giusta, ma in nessuna c'è tutto quello che ci aspettiamo e speriamo. Nessuna racchiude in sé tutto questo, e non esiste quella certa figura, l'unica, la meravigliosa, la sola che potrà darci la felicità. Esistono soltanto delle persone, e in ognuna ci sono scorie e raggi di luce, tutto…

Sàndor Marai - La donna giusta


Allora prendi un bel respiro, e ricominci a camminare con la tua ferita: tutto qui.

So quello che le sta succedendo e non le posso dire che con il tempo passa perché... non è vero, non passa: rimane lì. E' solo uno si abitua a convivere con il dolore, con l'idea dell'assenza.

Dicono che è come la morte, però non è vero: è peggio. Se Massimo fosse morto non penserei che è colpa mia, non penserei di essere diventata vecchia, o non abbastanza bella.

Però non è morto: è stata una sua scelta non stare più con me... Gliel'ho detto non passa, non si dimentica, però diventa sopportabile.

Arriva un momento una mattina che ti svegli e ti vesti meccanicamente ed esci di casa per andare al lavoro e senti che la vita continua. Che è più forte. E che, bene o male, tu ci sei dentro.

Allora prendi un bel respiro, e ricominci a camminare con la tua ferita: tutto qui.

Giulia (Piera Degli Esposti) - L'uomo che ama


Abbiamo una sofferenza in comune

Abbiamo, mia cara, grandi similitudini che ci attaccano l’uno all’altra. Forse grandi nevrosi, grandi richieste da fare al mondo, a chi amiamo, a chi vogliamo bene. Abbiamo un’infinità di desideri, di voglie, di slanci, di entusiasmi. Abbiamo una sofferenza in comune che è quella per cui né tu né io amiamo la vita e la guardiamo come una cosa estranea ai nostri percorsi e che non ci interessa più di tanto; benché questa stessa dolorosa sensibilità sia, paradossalmente, la radice di un nostro tutto particolare attaccamento al mondo.

Pier Vittorio Tondelli


Un corpo per passare la mia vita ad amarti Un corpo per sognare al di fuori del tuo sonno

Ti guardo e il sole cresce
Presto ricoprirà la nostra giornata
Svegliati cuore e colori in mente
Per dissipare le pene della notte

Ti guardo tutto è spoglio
Fuori le barche hanno poca acqua
Bisogna dire tutto con poche parole
Il mare è freddo senza amore

E’ l’inizio del mondo
Le onde culleranno il cielo
E tu vieni cullata dalle tue lenzuola
Tiri il sonno verso di te
Svegliati che io segua le tue tracce
Ho un corpo per attenderti per seguirti
Dalle porte dell’alba alle porte dell’ombra
Un corpo per passare la mia vita ad amarti

Un corpo per sognare al di fuori del tuo sonno

Paul Éluard


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