La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 22 marzo 2012

Quante migliaia di volte

Quante migliaia di volte, passeggiando per le strade di notte, mi son chiesto se sarebbe tornato il giorno ch’io la riavessi al mio fianco: tutte le occhiate di desiderio che lanciavo alle case e alle statue; le guardavo con tanta fame, con tanta disperazione che ormai i miei pensieri dovevano esser parte degli edifici stessi e delle statue, dovevano essere saturi della mia pena. Non potevo neanche fare a meno di riflettere che quando passeggiavamo insieme per strade sudicie e tetre, così sature ora del mio sogno e del mio desiderio, lei non aveva osservato nulla, sentito nulla: erano per lei come ogni altra strada qualsiasi, un poco più sordide, forse, ma basta. Lei non ricordava che a un certo angolo io mi ero fermato a raccogliere la sua forcina, e che, chinandomi a legarle le stringhe, avevo notato il punto in cui s’erano posati i suoi piedi e ci sarei rimasto per sempre, anche dopo che fossero demolite le cattedrali e tutta la civiltà latina fosse stata spazzata via per sempre. 

Henry Miller


Voglio donare, voglio che mi si doni, e voglio solitudine in cui svelare i miei possessi

Ho strappato via tutto maggio e giugno e venti giorni di luglio. Li ho strappati e appallottolati in modo che non esistano più, se non come un peso nel mio fianco. Rimangono solo otto giorni. Tra otto giorni scenderò dal treno e mi fermerò sul marciapiede alle sei e venticinque. Allora la mia libertà si spiegherà ampia, e tutte queste restrizioni che corrugano e aggrinzano - ore e ordine e disciplina, ed essere ora qua ora là al momento stabilito - voleranno in pezzi. Il giorno balzerà nel cielo, quando aprirò lo sportello della carrozza e vedrò mio padre col cappello vecchio e le ghette. Tremerò tutta. Scoppierò in lacrime. Poi, il giorno dopo, mi alzerò all’alba. Scapperò via dalla porta di cucina. Andrò a passeggiare nella brughiera. I grandi cavalli dei cavalieri fantasma tuoneranno dietro di me e si fermeranno a un tratto. Vedrò la rondine sfiorare l’erba. Mi getterò sull’argine di un fiume e guarderò i pesci sguisciare tra le canne. Gli aghi di pino mi si stamperanno nel palmo delle mani. Là mi aprirò e porterò alla luce tutto quello che ho fatto qui; qualcosa di duro. Perchè è cresciuta in me, attraverso le estati e gli inverni, sulle scale, nelle stanze da letto. Non voglio, come Jinny, essere ammirata. Non voglio che la gente, quando entro io, alzi gli occhi con ammirazione. Voglio donare, voglio che mi si doni, e voglio solitudine in cui svelare i miei possessi. 

Virginia Woolf - Le onde


Scordiamo le parole

Scordiamo le parole, le parole:
quelle tenere, dure, capricciose,
quelle dolci di miele, quelle oscene,
quelle di febbre e fame, le assetate.
Lasciamo che il silenzio dia senso
al pulsar del mio sangue nel tuo ventre:
che parola o discorso può mai dire
amare nella lingua del mio seme?

Josè Saramago


Dimmi almeno che oscura meraviglia già ti prende di me

Dimmi almeno
che oscura meraviglia
già ti prende di me,
che trovi bella
questa sommessa,
e umile giunchiglia
che già ti paragona
a una stella;
dimmi che me divina
e me presente
senti dentro
il tuo letto di piacere,
dimmi che un bacio
fuga dolcemente
tutte le smanie
e tutte le chimere.

Alda Merini


la vita tutta alla luce, senza pesi, pura, fluttua né in acqua, né in aria, in nulla

Fluttuante, senza appiglio,
nuotando fuori dall’acqua,
volontario alla deriva
nelle ore, e nell’aria,
nella faccia del mattino.
Tutto fuggitivo, tutto
scivola, da tra le dita
il mondo che si dilegua,
la terra, la sabbia. Nubi,
e vele, gabbiani, schiume,
i biancori più svariati,
che mi tirano, li seguo,
li lascio. Ci sono, c’ero,
ci sarò? Ma senza andare,
venire, quieto, fluttuando
di qua e di là, nell’azzurro.
Ed una gioia che è
nella lama del mattino
rompe, taglia, riesce a sciogliere
nodi, promesse, gli ormeggi.
Frotte d’ombre come ninfe
che sfuggono ai loro corpi
in isole scatenate.
Con il suo carico inutile
di ricordi e di scadenze
- che non servono, che non servono! -
il tempo salpa le ancore.
Già sparito. Senza tempo,
la fretta e la calma uguali,
con che fretta, con che calma
gioca il lontano al vicino
appeso alla verdeazzurra
altalena delle distanze!
Suona il silenzio a distesa
di ammutolite campane
e compie il suo giuramento
ogni orizzonte dell’alba:
la vita tutta alla luce,
senza pesi, pura, fluttua
né in acqua, né in aria, in nulla.

Pedro Salinas


Ricordi vuoti di pianto e briciole di baci

Ci sono anime che hanno
stelle azzurre,
mattini sfioriti
tra foglie del tempo,
casti cantucci
che conservano un antico
sussurro di nostalgia
e di sogni.
Altre anime hanno
spettri dolenti
di passioni. Frutta
con vermi. Echi
di una voce arsa
che viene di lontano
come una corrente
d’ombre. Ricordi
vuoti di pianto
e briciole di baci.
La mia anima è matura
da gran tempo,
e si dissolve
confusa di mistero.
Pietre giovanili
consunte di sogno
cadono sulle acque
dei miei pensieri.
Ogni pietra dice:
Dio è molto lontano.

Federico Garcia Lorca


Non posso dirti quanto mi sei caro


Non posso dirti quanto mi sei caro
Perché è un segreto che neanch’io conosco.
E s’anco lo sapessi non saprei
Esporre il senso d’un tale mistero.
T’amavo allor, quand’era primavera
Pel nostro amore, e un senso dell’eterno,
Puro e perfetto, cogliere in un attimo
Era dato, a me bimba, nel tuo amplesso.
T’amavo allor che, fàttasi l’estate,
I sogni della gioventù, selvaggi,
Belli e ideali, seppur veri ancora,
Eran rischiosi ormai, quasi irreali,
Come alla luna i baci di Endimione.
Ma adesso che l’autunno fa ingiallire
Tutte le foglie e trenta lunghi anni
Han stagionato il nostro lungo amore,
Com’è saldo e sicuro e ricco e colmo
Il solaio che accoglie i nostri frutti

Vita Sackville West


perchè possa volarti sul cammino

Prendimi la pelle di un tempo,
divino amore,
quella scorticata e precisa
che hanno dato le mie labbra:
le mie labbra sono ombre funeste.
Prendi i miei baci, amore,
prendimi la polvere delle ali,
perchè possa volarti sul cammino,
io, fantasma giocoso degli specchi.

Alda Merini


Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi da tutti gli altri

Che ci sono persone alle quali semplicemente non piacete, qualsiasi cosa facciate. Che nonostante pensiate di essere furbi, non lo siete molto. Che oltre il cinquanta per cento delle persone con una dipendenza da Sostanza è contemporaneamente affetto da qualche altra forma di disturbo psichico. Che il sonno può essere una forma di fuga emozionale e che, seppure con un certo sforzo, si può abusarne. Che la privazione intenzionale del sonno può essere anch’essa una fuga dalla realtà di cui si può abusare.Che non occorre amare qualcuno per imparare da lui/lei/esso. Che la solitudine non è una funzione di isolamento. Che la validità logica di un ragionamento non ne garantisce la verità. Che le persone cattive non credono mai di essere cattive, ma piuttosto che lo siano tutti gli altri. Che è possibile imparare cose preziose da una persona stupida. Che è statisticamente più facile liberarsi di una dipendenza per le persone con un Qi basso che per quelle con un Qi più alto. Che le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse. Che se il numero sufficiente di persone beve caffè in una stanza silenziosa, è possibile sentire il rumore del vapore che si leva dalle tazze. Che a volte agli essere umani basta restare seduti in un posto per provare dolore. Che la vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. Che è possibile addormentarsi di botto durante un attacco d’ansia. Che concentrarsi intensamente su qualcosa è un lavoro duro. Che la dipendenza è un disagio o una malattia mentale o una condizione spirituale (quando si dice « poveri di spirito » ) o una forma di Disturbo Ossessivo-Compulsivo o un disturbo affettivo e del carattere. Che la maggior parte delle persone con una dipendenza da Sostanza è anche dipendente dal pensare, nel senso che ha un rapporto compulsivo e insano con il proprio pensiero. Che è semplicemente più piacevole essere felici che incazzati. Che le persone di cui avere più paura sono quelle che hanno più paura. Che ci vuole grande coraggio per mostrarsi deboli. Che gli effetti di troppe tazze di caffè non sono per niente piacevoli nè intossicanti. Che praticamente tutti si masturbano. E tanto, a quanto pare. Che il cliché « Non so chi sono » sfortunatamente si rivela più di un cliché. Che gli altri, anche se sono stupidi, riescono spesso a vedere cose di voi che voi non riuscite a vedere. Che è consentito volere. Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi da tutti gli altri. Che questo non è necessariamente perverso.

David Foster Wallace




fino a che tu, con la prima parola dalle labbra di oggi - addio – non crei il giorno

Con l’ultima parola
- addio -
stanotte hai incatenato
la notte al tuo silenzio.
Se anche il raggio di sole
negli occhi mi ferisca
di sua cieca evidenza,
la notte pura e limpida
quale stanotte era
nel tuo silenzio si conserva.
E non andrà al suo nulla,
segreto, ultraterreno,
fino a che tu, con la prima parola
dalle labbra di oggi
- addio – non crei il giorno.

Pedro Salinas


Ma io verrei di corsa anche se piove

Se esco vestita ubbidiente alla stagione
- il giorno prima c'era un freddo orrendo -
e chiuso pacco pesante mi trasporto
alle mie tante insipide faccende
e camminando all'ombra arrivo al sole
e poi mi trovo a slacciarmi la sciarpa
e dopo un po' quel mio denso cappotto
tenuto aperto dalle mani in tasca
diventa lieve coda che svolazza
- non per il vento, perché il sole è fermo -
dietro i miei passi ormai più lenti e laschi
languidamente incerti sul da farsi,
quasi che fosse tuo il merito del caldo,
tutta scaldata da questo fermo sole
che posso fare? corro a cercarti,
ho questa scusa, ti devo festeggiare.
(Ma io verrei di corsa anche se piove.)

Patrizia Cavalli




E non stancarti mai di ripetere le parole uguali

Queste frasi d’amore che tanto si ripetono
non sono mai le stesse.
Hanno lo stesso suono tutte quante,
ma ha ciascuna una vita
vergine e sola, se riesci a coglierla.
E non stancarti mai
di ripetere le parole uguali:
proverai l’emozione che sente l’anima
quando vede spuntar la prima stella
e poi, come la notte avanza, la vede
ripetersi in altre stelle,
con diversi riflessi e un’unica anima.
Così al ripeter questa
frase d’amore stelle
infinite nel petto ti s’ accendono:
presta a tutte la luce lo stesso sole,
lontano sole che verrà domani
quando saran cessate stelle e parole.

Pedro Salinas


adesso ho voglia che tu mi dica qualcosa, magari una sciocchezza

Questa mattina cercava
qualcosa nei cassetti: ha frugato
nell’armadio, nelle tasche delle giacche,
dei cappotti, e con la testa e le mani
nel comò ha tirato fuori tutto.
Ha messo sottosopra anche la cucina
Passava da una camera all’altra
senza vedermi.
Quando si è messo a rovistare nel mio letto
allora gli ho chiesto: che cosa vuoi?
Non lo so. Prima cercavo un chiodo,
poi un bottone, dopo volevo farmi un caffè
e adesso ho voglia che tu mi dica qualcosa,
magari una sciocchezza.

Tonino Guerra




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