La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 10 aprile 2012

Ti aspetto e ogni giorno

Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza
no, è qualcosa di più:
un gesto di morte fissa
che non ti so regalare.

Alda Merini


vivere senza di lui sarebbe stato, per sempre, la sua occupazione fondamentale

Quel che aveva capito, con certezza assoluta, era che vivere senza di lui sarebbe stato, per sempre, la sua occupazione fondamentale, e che da quel momento le cose avrebbero avuto ogni volta un’ombra, per lei, un’ombra in più, perfino nel buio, e forse soprattutto nel buio.

Alessandro Baricco - Tre volte all’alba


Stammi vicina

Stammi vicina quando la mia luce si sta spegnendo
quando il sangue mi scorre lento e i nervi mi pizzicano
e formicolano, e il cuore è malato
e tutte le ruote dell’essere sono lente.
Stammi vicina quando il corpo sensuale
è tormentato dai dolori che sconfiggono la fiducia
e il Tempo un maniaco che sparpaglia la polvere
e la Vita una furia che getta le fiamme.
Stammi vicina quando la mia fede si sarà prosciugata
e gli uomini le mosche della primavera inoltrata
che depositano le uova e pizzicano e cantano
e tessono le povere cellule e muoiono.
Stammi vicina quando mi spegnerò
per porre fine alle fatiche umane
e sul ciglio basso e buio della vita
il crepuscolo della giornata eterna.

Alfred Tennyson


ti sto chiamando

Amore
dall’ombra
dal dolore
amore
ti sto chiamando
dal pozzo asfissiante del ricordo
senza che nulla giovi
né ti attenda.
Ti sto chiamando
amore
come il destino
come il sonno
come la pace
ti sto chiamando
con la voce
con il corpo
con la vita
con tutto ciò che ho
e che non ho
con disperazione
con sete
con pianto
come se tu fossi aria
e io affogassi
come se tu fossi luce
e io morissi.
Da una cieca notte
da oblio
da ore chiuse
in solitudine
senza lacrime né amore
ti sto chiamando
come la morte
amore
come la morte.

Idea Vilarino


E finchè tu non verrai io rimarrò alle soglie dei voli, dei sogni, delle scie, immobile

A te si giunge solo
attraverso di te. Ti aspetto.

Io certo so dove sono,
la mia città, la strada, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Ma non so dove sono stato
con te.
Lì mi hai portato tu.
Come potevo imparare il cammino
se non guardavo altro che te,
se il cammino erano i tuoi passi,
e il suo termine
l’istante che tu ti fermasti?
Cosa ancora poteva esserci
oltre a te che mi guardavi?

Ma ora,
quale esilio, che assenza
essere dove si è!
Aspetto, passano i treni,
il caso, gli sguardi.
Mi condurrebbero forse
dove mai sono stato.
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te tornare.
Quale immensa novità
tornare ancora,
ripetere, mai uguale,
quello stupore infinito!

E finchè tu non verrai
io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni,
delle scie, immobile.

Perchè so che là dove sono stato
nè ali, nè ruote, nè vele
conducono.
Hanno tutte smarrito il cammino.
Perchè so che là dove sono stato
si giunge solo
con te, attraverso di te.


Pedro Salinas


misteriosa permanenza dell’amore

Stava pensando alla misteriosa permanenza dell’amore, alla corrente mai ferma della vita.

Alessandro Baricco - Tre volte all’alba


Come si può stracciare il mare?

È che eravamo scritti nella stessa pagina e quando due sono scritti sulla stessa pagina, c’è poco da dire. Sì, si potrebbe strappare il foglio in pezzi minuti, dividere i nomi, bruciare la carta, ma come si fa? Quante copie ci sono in giro del nostro romanzo? E poi le parole non stanno mai ferme, si muovono come spore, rotolano, si amplificano, diventano tuono, pianeti, mare. Come si può stracciare il mare?

Antonello De Sanctis - Oltre L’Orizzonte


fra tutte le carezze l’unica che avrebbe lasciato una traccia sicura nelle loro nostalgie

A dire il vero fu appena un bacio, la suggestione di un contatto atteso e inevitabile, ma entrambi erano sicuri che quello sarebbe stato l’unico bacio che avrebbero potuto ricordare sino alla fine dei loro giorni e fra tutte le carezze l’unica che avrebbe lasciato una traccia sicura nelle loro nostalgie. 

Isabel Allende - D’amore e ombra


Dormi e non svegliare il corpo che desidera un corpo nel mio sogno

Lentamente massaggio il tuo sonno. O nome che abito in sogno, dormi.

La notte si coprirà con i suoi alberi e si addormenterà
Sulla sua terra, sovrana di un'assenza breve.
Dormi ché io galleggi
Sulle lentiggini che filtrano in me da una luna…

I tuoi capelli campeggiano sul tuo marmo, beduini che dormono incauti
e non sognano. Il tuo paio di colombe t'illumina dalle spalle
alle margherite del tuo sogno. Dormi su di te e in te
e che la pace dei cieli e della terra spalanchi per te tutte le sue
sale, una dopo l'altra.

Il sonno ti avvolge di me. Non un angelo a portare il tuo letto,
né uno spettro a svegliare il gelsomino. O nome mio al femminile, dormi.
Nessun flauto piangerà una cavalla in fuga dalle mie tende.

Sei ciò che sogni, estate di una terra nordica
che offre le sue mille foreste al regno del sonno. Dormi
e non svegliare il corpo che desidera un corpo nel mio sogno.

Mahmud Darwish


Ti tocco come il violino la seta del tempo remoto. E intorno a me, a te, cresce l'erba di un luogo antico e nuovo

Ti sfioro come il violino solitario i sobborghi lontani.
Lentamente il fiume rivendica ciò che gli spetta di pioggerella
e piano piano si avvicina un domani che passa attraverso il poema.
Porto la terra lontana ed essa mi porta sulle vie del viaggio.

Sulla cavalla delle tue inclinazioni la mia anima tesse
un cielo naturale con le tue ombre, filo dopo filo.
Sono nato dai tuoi atti sulla terra, nato delle mie ferite
quando accendono i fiori di melograno nei tuoi giardini chiusi.

Dal gelsomino scorre il sangue bianco della notte. Il tuo profumo
è la mia debolezza e il tuo segreto mi perseguita come il
morso di un serpente. I tuoi capelli,
tenda di vento dai colori autunnali. Cammino con le parole
fino alle ultime parole dette dal beduino a due coppie di colombe.

Ti tocco come il violino la seta del tempo remoto.
E intorno a me, a te, cresce l'erba di un luogo antico e nuovo.

Mahmud Darwish




si avverte il desiderio di esplodere, di esistere per qualcuno

La solitudine è una pace inaccettabile. Una contenzione dei sentimenti per sembrare normali mentre si avverte il desiderio di esplodere, di esistere per qualcuno. E allora si può anche litigare, colpire e colpirsi, pur di non essere soli. Inutile per tutti. Inutile a se stesso. 

Vittorino Andreoli


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