La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 17 aprile 2012

Dì, ti ricordi dei sogni?

Dì, ti ricordi dei sogni?
Quand'erano proprio lì, davanti?
Che distanza, in apparenza, dagli occhi!
Sembravano alte nuvole,
fantasmi senza appiglio,
orizzonti irraggiungibili.
Ora guardali, con me,
eccoli dietro di noi.
Se erano nuvole,
siamo su nuvole più alte.
E se orizzonti, lontani,
ora per vederli
bisogna voltare la testa
perché li abbiamo passati.

Pedro Salinas


In te continuavano a vivere. Ciò che chiamavo oblio eri tu.

Ah!, quante cose perdute
che perdute non erano.
Tutte le serbavi tu,
Minuti grani di tempo,
che portò via un giorno il vento.
Alfabeti della spuma,
che un giorno il mare travolse.
Io li credevo perduti.
E perdute le nubi
che pretendevo fermare
nel cielo
fissandole con occhiate.
E l’allegria alta
dell’amore, e l’angoscia
di non amare abbastanza,
e l’ansia
di amare, di amarti, di più.
Tutto perduto, tutto
nell’essere stato un tempo,
nel non esistere più.
E allora tu sei venuta
dal buio, radiosa
di giovane pazienza profonda,
agile, perché non pesava
sui tuoi fianchi snelli,
sulle tue spalle nude,
il passato che tu,
così giovane, portavi per me.
Ti guardavo alla luce dei baci
vergini che mi hai dato,
e tempi e spume
e nubi e amori perduti
furono salvi.
Se da me fuggirono un giorno,
non fu per morire
nel nulla.
In te continuavano a vivere.
Ciò che chiamavo oblio
eri tu.

Pedro Salinas





Senza rumore di cristallo cadrà per terra, maschera senza peso ormai inutile, il riso.

Lì, oltre il sorriso,
non ti si conosce più.
Vai e vieni, scivoli
per un mondo di valzer
gelati, all’ingiù;
e passando, i capricci,
gli impulsi ti carpiscono
baci senza vocazione,
a te, la momentanea
prigioniera dell’agevole.
«Che allegra!» dicono tutti.
Ed è che tu allora
tenti di essere altra,
così somigliante
a te stessa, che ho paura
di perderti, così.
Ti seguo. Attendo. So
che quando non ti osservino
gallerie né astri,
quando il mondo crederà
di sapere ormai chi sei
e dirà: «Sì, ora so»,
tu scioglierai,
con le braccia in alto,
dietro i capelli,
il nodo, guardandomi.
Senza rumore di cristallo
cadrà per terra,
maschera senza peso
ormai inutile, il riso.
E quando ti vedrai
nell’amore che io ti tendo sempre
come uno specchio ardente,
tu riconoscerai
un volto serio, grave,
una sconosciuta
alta, pallida e triste,
la mia amata. Che mi ama
al di là delle risa.

Pedro Salinas


Prendete la vita con leggerezza

Prendete la vita con leggerezza,
che leggerezza non è superficialità,
ma planare sulle cose dall’alto,
non avere macigni sul cuore.

Italo Calvino



La tua voce, unita al mio sogno di te, aggiungerà nuova bellezza al pensiero del tuo corpo che vive in me.

Non verrò quando chiamerai,
perché quando chiami sono con te.
Quando tra me penso a te
sei tu stessa, e il tuo pensiero di te.
La tua presenza è la tua assenza vestita
del corpo che nasconde la tua anima.
In me sei posseduta,
nei miei pensieri risiedi interamente.
Fuori da te, affidato al tempo e allo spazio,
il tuo corpo, la tua mera perdita per me,
partecipa al cambio, all'età e al luogo,
appartiene a leggi diverse dalle tue.
Nel mio sogno di te nulla ti cambia
in un'altra che non sia tu.
La tua presenza corporea è quella parte
di te che ti allontana da te.
Chiamami dunque, ma non aspettare.
La tua voce, unita al mio sogno di te,
aggiungerà nuova bellezza al pensiero
del tuo corpo che vive in me.
La tua voce sentita da lontano mi porterà
più vicino la tua presenza sognata.
Più luminosa e più chiara di quel che sembrava
si innalza nella mia immaginazione.
Allora non chiamarmi più. La tua voce sentita due volte
nello spazio reale sarebbe ora
troppo vicina alla realtà.
La tua seconda voce era forse la tua prima attenuata.
Chiamami una sola volta. Chiudo gli occhi
e la tua seconda voce sia sognata,
la visione del tuo corpo balugini dolcemente
nel mio vedere il ricordo del tuo pianto.
La quiete, gli occhi chiusi perché tu non appaia,
saranno la chiara prosecuzione
della sinuosa perseveranza del mio sogno.
Resta lontano, in silenzio, non venire qui,
poiché tu non verresti tanto vicino per vedere
e fuori dai miei pensieri non andresti verso di te,
adagiando su di me il tuo corpo sognato,
(l'infinita forma-sogno del tuo corpo)
il tuo limite, la visibilità.

Fernando Pessoa


Ho fatto naufragio

Ho fatto naufragio senza tempesta in un mare nel quale si tocca il fondo con i piedi.
Fernando Pessoa


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