La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 18 aprile 2012

procedimenti magici

Esistono procedimenti magici che aboliscono le distanze di spazio e tempo: le emozioni.

Simone de Beauvoir


Tutto è sognare

Dicono?
Dimenticano.
Non dicono?
Hanno detto.
Fanno?
E’ fatale.
Non fanno?
E’ uguale.
Perché
aspettare?
- Tutto è
sognare.
Fernando Pessoa


non sarà stato vano aspettarsi tanto

Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perchè insieme è gioia…
Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

Pablo Neruda


Ti piace l’amore?

“Ti piace l’amore?”

Non lo so.

Ora ce l’hai?

Sì, mi sono accorto di avercelo. E’ cominciato dalla mano, la prima volta che me l’hai tenuta. Mantenere è il mio verbo preferito.

Sei innamorato di me?

Ho cominciato dalla mano che si è innamorata della tua quando me l’hai tenuta. Poi si sono innamorate le ferite che si sono messe a guarire alla svelta.

Allora, ti piace l’amore?

E’ pericoloso. Ci scappano le ferite. Non è una serenata al balcone, somiglia a una mareggiata di libeccio, strapazza il mare sopra, lo rimescola sotto.

Non lo so se mi piace” ……

Erri De Luca


So che stai leggendo questa poesia

So che stai leggendo tardi questa
poesia, prima di lasciare l' ufficio
con l'abbagliante lampada gialla e la finestra nel buio
nell'apatia di un fabbricato sbiadito nella quiete
dopo l'ora di traffico. So che stai leggendo questa poesia
in piedi nella libreria lontano dall'oceano
in un giorno grigio di primavera, fiocchi sparsi di neve
spinti attraverso enormi spazi di pianure intorno a te.
So che stai leggendo questa poesia
in una stanza dove tanto è accaduto che non puoi sopportare
dove i vestiti giacciono sul letto in cumuli stagnanti
e la valigia aperta parla di fughe
ma non puoi ancora partire. So che stai leggendo questa poesia
mentre il treno della metropolitana perde velocità e prima di salire
le scale
verso un nuovo tipo d'amore
che la vita non ti ha mai concesso.
So che stai leggendo questa poesia alla luce
del televisore dove immagini mute saltano e scivolano
mentre tu attendi le telenotizie sull'intifada.
So che stai leggendo questa poesia in una sala d'attesa
Di occhi che s'incontrano sì e no, d'identità con estranei.
So che stai leggendo questa poesia sotto la luce al neon
nel tedio e nella stanchezza dei giovani fuori gioco,
che si mettono fuori gioco quando sono ancora troppo giovani. So
che stai leggendo questa poesia con una vista non più buona, le spesse lenti
ingigantiscono queste lettere oltre ogni significato però
continui a leggere perché anche l'alfabeto è prezioso.
So che stai leggendo questa poesia mentre vai e vieni accanto alla stufa
scaldando il latte, sulla spalla un bambino che piange, un libro
nella mano
poiché la vita è breve e anche tu hai sete.
So che stai leggendo questa poesia non scritta nella tua lingua
indovinando alcune parole mentre altre continui a leggerle
e voglio sapere quali siano queste parole.
So che stai leggendo questa poesia mentre ascolti qualcosa,
diviso fra rabbia e speranza
ricominciando a fare di nuovo il lavoro che non puoi rifiutare.
So che stai leggendo questa poesia perché non rimane
nient'altro da leggere
là dove sei atterrato, completamente nudo.

Adrienne Rich


Tu mai potrai capire quanto ti amo

Tu mai potrai capire quanto ti amo
perché in me dormi e resti addormentato.
Io ti nascondo in lacrime, braccato
da una voce di penetrante acciaio.
Norma che scuote insieme carne e stella
trapassa già il mio petto addolorato
e le fosche parole hanno addentato
le ali della tua anima severa.
Gruppo di gente salta nei giardini
e attende il corpo tuo, la mia agonia
su cavalli di luce e verdi crini.
Ma continua a dormire, vita mia,
Senti il mio sangue rotto nei violini!
Attento, ché c’è ancora chi ci spia!

Federico Garcia Lorca




Forse ogni giorno dovrebbe prevedere almeno un’infedeltà essenziale o un tradimento necessario

Ho cercato di convincermi che lasciare delle persone non è la cosa peggiore che puoi fare per loro. Può risultare triste, ma non deve obbligatoriamente essere una tragedia. Se non si lasciasse niente o nessuno, non ci sarebbe spazio per il nuovo. Naturalmente andare avanti è un’infedeltà verso gli altri, verso il passato, verso la vecchia nozione di sé stessi. Forse ogni giorno dovrebbe prevedere almeno un’infedeltà essenziale o un tradimento necessario.

Sarebbe un atto ottimista, un atto di speranza, che garantisce fiducia nel futuro, la prova che le cose possono essere non solo differenti, ma migliori.

Hanif Kureishi - Nell’Intimità


eri il mago in una favola per adulti

Ti credevo
il maestro dei maestri
che crea il mondo mirabilmente dal nulla,
uno stregone che domina i soli e le lune,
un poeta tra i creatori,
ti ho servito a lungo,
fedele e sottomesso,
ora ho rotto i tuoi crogioli,
eri il mago
in una favola per adulti,
cuocevi e sfornavi oro matto
come tutti gli alchimisti prima di te.
Io, il tuo apprendista stregone,
detesto le favole.
Mi hai trattato malamente.
La mia lingua si è intorpidita dal silenzio.
Ma non temere,
si rimetterà a parlare.
Raschierò via il marciume
e purificherò le parole.
Mi sentirai anche tu.
È finito ormai il periodo del mio tirocinio.
Adesso posso essere ciò che voglio,
carpentiere o contadino, soldato o poeta.
Ma non uno stregone.
Il tuo mondo, falso maestro, è vuoto.
I soli e le lune si sono trasferiti.
Inutilmente cerchi di appropriarteli.
Troverò per loro nomi nuovi,
intoccabili
per le tue dita infangate di incantatore.

Kajetan Kovic




E fra contatti, fra abbracci, sento già la tua pelle che mi offre il ritorno al palpito iniziale

Amore, amore, catastrofe.
Che inabissarsi del mondo!
Un grande orrore di tetti
schianta colonne, tempi;
li cambia con cieli
atemporali. Ci muoviamo
tra le rovine
di estati e di inverni
travolti. Si estinguono
i pesi e le norme.
Tutta volta all’indietro la vita
si sta togliendo secoli,
frenetica, di dosso;
disfa, veloce, la trama
del suo corso, lento prima;
muore dall’ansia
di cancellare la sua storia,
di non essere altro che il puro
desiderio di iniziarsi
di nuovo. Il futuro
si chiama ieri. Ieri
occulto, segretissimo,
che abbiamo scordato
e che si deve riconquistare
con l’anima e col sangue,
dietro quegli altri
ieri conosciuti.
Indietro e sempre indietro!
Ripiegare, smarriti,
all’interno, verso il domani!
Che crolli tutto! Ormai
lo sento appena.
A forza di baciare stiamo
inventando le rovine
del mondo, per mano
tu ed io
nel grande crollo
del fiore e dell’ordine.
E fra contatti, fra abbracci,
sento già la tua pelle
che mi offre il ritorno
al palpito iniziale,
senza luce, prima del mondo,
totale, senza forma, caos.

Pedro Salinas


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