La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 23 aprile 2012

Resta nei desideri suscitati un tempo nelle parole giunte anche in ritardo

La bellezza delle donne che ci hanno cambiato la vita
più profondamente di cento rivoluzioni
non si perde, non dilegua con gli anni
per quanto svaniscano i tratti
per quanto si deformino i corpi.
Resta nei desideri suscitati un tempo
nelle parole giunte anche in ritardo
nell’esplorazione incerta della carne
nei drammi mai venuti alla luce
nel riflettersi delle separazioni,
nelle identificazioni totali.
La bellezza delle donne che cambiano la vita
resta nelle poesie scritte per loro
rose perenni che effondono sempre lo stesso profumo,
rose perenni, come da sempre dicono i poeti.

Titos Patrikios


Mirabilmente il tempo si dispiega…

[...]
“Mirabilmente il tempo si dispiega…”
ricondurrà nel tempo questo minimo
corso, una donna, un àtomo di fuoco:
noi che viviamo senza fine.

Cristina Campo


ricordo

La carità feroce del ricordo.

Giuseppe Ungaretti


ti ho dato il mio silenzio ed ho scoltato il tuo

Poiché non mi veniva nessuna parola
(la parola era “addio”, ma non riuscivo a dirla)
ti ho dato il mio silenzio
ed ho scoltato il tuo
e non è stato un vuoto, ma condivisa pienezza
e ancora gioia, mentre accettavamo,
come la terra, un nostro tempo di neve,
bianco grembo d’attesa delle future estati.

Margherita Guidacci


ti sei riassunta in una sola frase, oltretutto tra parentesi

Hai descritto te stessa per eliminare qualsiasi dubbio, ti sei riassunta in una sola frase, oltretutto tra parentesi.
Se è davvero così, se ti senti davvero tra parentesi, permettimi allora di infilarmici dentro, e che tutto il mondo ne rimanga fuori, che sia solo l’esponente al di fuori della parentesi e ci moltiplichi al suo interno.

David Grossman - Che tu sia per me il coltello




Quegli elementi che, venendo a contatto l’uno dell’altro, si compenetrano e si determinano reciprocamente, sono quelli che noi chiamiamo affini.

Coloro che si comprendono rapidamente, si incontreranno facilmente come amici o vecchi conoscenti; si congiungeranno senza modificarsi l’un l’altro, come il vino si mescola con l’acqua. Al contrario, altri si irrigidiranno, estranei, l’uno accanto all’altro, e non si lasceranno congiungere nemmeno se mescolati per mezzo di un meccanico mescolare o strofinare: come l’acqua e l’olio che per quanto agitati insieme, immediatamente si separano.
Quegli elementi che, venendo a contatto l’uno dell’altro, si compenetrano e si determinano reciprocamente, sono quelli che noi chiamiamo affini. Possiamo trovare questa affinità particolarmente negli alcali e negli acidi, i quali, quantunque opposti gli uni agli altri, si cercano nel modo più deciso, si mescolano, si modificano e formano insieme un nuovo elemento.
Le affinità poi sono veramente interessanti quando provocano separazioni.

Johann Wolfgang Goethe - Le affinità elettive


Le decisioni delle donne sono oracoli su foglie morte

Le decisioni delle donne sono
oracoli su foglie morte,
vengono come piogge,
si abbattono, si levano
e lasciano una luce di foresta.
Sono divinità, enigmi alteri
e si prova sollievo
alle parole mortali:
cresce la perdita di sé, del chiaro
che ci teneva a terra,
siamo in viaggio per l’antro
dove si apprende il più vero giudizio
tutto chiuso in quegli occhi.

Daniele Piccini


allo stato solido

Mentre rifacevo il letto, questa mattina, guardavo i segni del nostro passaggio, noi liquidi disegnati sul tessuto amaranto. Domani metterò tutto a lavare ma questa sera ancora dormirò tra le tracce dell’averti accanto, ancora presente. 

Chissà che colore ha l’amore, e che forma. Di che stoffa è fatto, chissà. Ché poi ognuno ha i propri sensi e la scienza non lo dice ma non sono mai uguali. E può esser tondo come gli strumenti di una geisha, di raso rosso come il suo kimono. 

Per me oggi è solo il disegno che abbiamo lasciato sopra un rettangolo di cotone colorato scuro.

Baskerville

(la foto è di eva rubinstein. ‘bed in mirror’, rhode island, 1972)

Non la baciai, ma lei baciò me

Lei era come le notti calme e come gli alberi di eucalipto, le stelle del deserto, la terra e il cielo, e come la nebbia fuori, mentre io ero venuto lì con l’unico scopo di diventare uno scrittore, di arricchirmi, di farmi un nome e altre scemenze del genere. Cercai di reprimere il brivido che le sue braccia brune e le sue dita tra i capelli mi procuravano. Non la baciai, ma lei baciò me, che avevo scritto “Il cagnolino rise”. Poi mi prese la mano tra le sue, premette le labbra sulla palma e poi se l’appoggiò tra i seni. Accostò la faccia alla mia e attese. A questo punto Arturo Bandini, il grande, romantico Bandini, celebre per la ricchezza del suo eloquio, pescò nel fondo della sua immaginazione e miagolò con voce flebile: - Ciao». 

John Fante - Chiedi alla polvere



fino a che tradimento o gelosia spengono con le lacrime il suo fuoco

Amore inizia con irrequietezza,
apprensione, insonnia e bramosia;
cresce con rischi, sfide e diffidenze,
si alimenta di pianti e di preghiere.

Distacco e indifferenza lo ammaestrano,
rimane in vita tra fallaci veli,
fino a che tradimento o gelosia
spengono con le lacrime il suo fuoco.

Juana Inés de la Cruz


vecchie colline ondulate che ti facevano sentire che stavi diventando un altro

Il libro si adatta alla mano, si adatta all’individuo. Il modo in cui tieni in mano un libro e giri le pagine, mani e occhi, i movimenti meccanici per rastrellare la ghiaia su una calda strada di campagna, i segni sulla pagina, e come una pagina è uguale alla successiva eppure completamente diversa, le vite nei libri, le colline che diventano verdi, vecchie colline ondulate che ti facevano sentire che stavi diventando un altro.

Don DeLillo - Underworld


preferiva che ogni cosa sembrasse al suo posto anche quando non lo era

Si chiese perché non fosse capace di mandare tutto a puttane, di dare spazio alla rabbia che gli inondava il cervello, di bestemmiare e spaccare oggetti. Perché preferiva che ogni cosa sembrasse al suo posto anche quando non lo era.

Paolo Giordano



e il primo sguardo di lui, inerme e angosciante

Sì, li ho amati quei raduni notturni:
i bicchieri ghiacciati sparsi sul tavolino,
l’esile nube fragrante sul nero caffè,
l’invernale, greve vampa del caminetto infocato,
l’allegria velenosa dei frizzi letterari
e il primo sguardo di lui, inerme e angosciante.

Anna Achmatova


Grazie per questa dolce tristezza…

Grazie del tuo amore
è il mio ultimo miracolo
passato il tempo dei prodigi.
Grazie del tuo amore…
mi ha insegnato a leggere, a scrivere
mi ha regalato meravigliose parole
è quel che ha annullato le altre donne…in un momento
catturando i miei più bei ricordi.
Grazie dal profondo
a te che sei apparsa dai libri del culto e della preghiera.
Grazie del tuo abbraccio che ha esteso per me sogni e immagini
e del tuo viso che si è insinuato come un uccellino
tra i miei quaderni e appunti.
Grazie perché vivi nelle mie poesie,
Grazie…
perché regni tra le mie dita
Grazie perché sei nella mia vita.
Grazie del tuo amore
mi ha dato la buona novella prima di tutti i credenti
e mi ha fatto re…
mi ha incoronato
mi ha battezzato con l’acqua del gelsomino
Grazie del tuo amore,
mi ha onorato, educato ed insegnato la scienza degli avi
mi ha concesso la felicità del Paradiso dinnanzi agli uomini.
Grazie…
dei giorni incerti sotto le volte delle nubi e l’acqua triste d’Ottobre,
degli attimi di smarrimento e di certezza.
Grazie dei tuoi occhi che viaggiano soli
verso le isole delle violette e della nostalgia.
Grazie…
di tutti gli anni trascorsi
perché sono gli anni più dolci.
Grazie del tuo amore
è il più caro e leale degli amici
è quello che piange sul mio petto
quando piange il cielo.
Grazie del tuo amore, è un’elica,
un pavone…menta…acqua,
una nuvola rosa che è passata per caso all’equatore,
è la sorpresa che disorienta i profeti.
Grazie dei tuoi capelli…distrazione del mondo,
ladri di ogni foresta di palme.
Grazie per ogni minuto…
i tuoi occhi ne sono stati generosi in un’epoca avara.
Grazie delle ore di imprudenza e di sfida
e della ricerca dell’impossibile…
Grazie di tutti gli anni del tuo amore
del loro autunno e del loro inverno,
delle nuvole e del sereno,
del reciproco contrasto del loro cielo.
Grazie per il tempo del pianto e le stagioni della lunga insonnia
Grazie per questa dolce tristezza…
Grazie per questa dolce tristezza…
Nizzar Qabbani


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