La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 3 maggio 2012

Shadow of your smile

The shadow of your smile
When you have gone
Will color all my dreams
And light the dawn
Look into my eyes, my love, and see
All the lovely things, you are, to me
Our wistful little star
Was far, too high
A teardrop kissed your lips
And so, so did I
Now when I remember spring
And every little lovely thing
I will be remembering
The shadow of your smile
Your lovely smile


La forza propulsiva di questa nascita è l’anima

In un tempo che non conosciamo l’anima comincia a vivere di luce propria e diventa il nostro angelo custode. Fin da quando il bambino impara a camminare, la madre lo avvia verso la propria solitudine e il figlio comincerà ad andare avanti senza capire né dove arriverà né dove sono i confini della sua vita e della sua morte. Per capire il segreto della sua esistenza e per una grande paura interiore il bambino si affiancherà ai suoi simili e diventeranno dei grandi guerrieri contro la vita. Essi non sanno che combattono la vita, ma comunque ciò che è sicuro è che hanno in mente la guerra. La guerra appartiene a quel rancore assoluto che prova il bambino quando viene messo sulla strada di tutti, quando qualche bambino capirà che è stato meno felice degli altri e che ha avuto a volte dei genitori indegni. Ma comunque ogni madre per quanto indegna ha insegnato al bambino la parola musica, sole, avvenire, mamma. Per quanto ci si rammarichi o ci si addolori, il bambino, ovvero il figlio della natura, ha capito che la sua vera madre è la terra, è la vita, eppure la combatte come un giorno ha combattuto il seno della madre per venire alla luce. La forza propulsiva di questa nascita è l’anima. Col tempo il bambino diventato adulto prenderà coscienza della propria nudità e della propria bellezza e farà del suo corpo uno stelo di vita e soprattutto un richiamo di vita. Nascerà l’amore. L’amore nasce nell’uomo dal grande desiderio di riposare le sue fatiche nel corpo di un altro guerriero che questa volta sarà la donna. E non solo vorrà riposarsi ma vorrà penetrare questa grotta di silenzio e di affetto che è il corpo della donna, che è il corpo della sua genitrice. Nascerà in lui la colpa della sua debolezza finché un giorno per colpa della vita o per un tradimento questa donna sparirà e l’uomo continuerà a credere nella presenza di qualcuno che non c’è più e comincerà a stringere tra le braccia la morte come se fosse la sua sola compagna. Finché morirà di questa grande illusione nella sua piena vecchiaia, stanco di mente e di cuore, e riderà di questa sua grande follia di cui non si è mai accorto. 

Alda Merini


il silenzio della casa tocca l’infinito

Dormo e sdormo…
il silenzio della casa tocca l’infinito.
Sento cadere il tempo,
goccia a goccia
e nessuna goccia
che cade
si sente cadere.

Fernando Pessoa


La paura uccide la mente

Non devo aver paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò. 

Frank Herbert


Non si chiude un abisso con l’aria

Per colmare un vuoto devi inserire ciò che l’ha causato. Se lo riempi con altro, ancora di più spalancherà le fauci. Non si chiude un abisso con l’aria.

Emily Dickinson


quando soltanto la luna infuria e gli amanti giacciono nel letto

Nel mio mestiere o tenebrosa arte
praticata nel silenzio notturno
quando soltanto la luna infuria
e gli amanti giacciono nel letto
con tutti i loro affanni tra le braccia,
io mi affatico a una luce che canta
non per pane o ambizione
o per pavoneggiarmi e vender fascino
sui palcoscenici d’avorio,
ma per il comune salario
del loro più intimo cuore.

Non per il superbo che s’apparta
dalla luna che infuria io scrivo
su queste pagine di spuma
né per i morti che torreggiano
con i loro usignoli e i loro salmi,
ma per gli amanti, con le braccia
attorno alle angosce dei secoli,
che non pagano lodi né salario
e non si curano del mio mestiere o arte.

Dylan Thomas


Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale



ché al colmo del dolore per l’anima è il silenzio d’amore

Ho smesso di sorridere,
le labbra sono gelate,
ad una sola speranza
segue più di una canzone.
Senza colpa cederò il canto
al riso e alla profanazione,
ché al colmo del dolore
per l’anima è il silenzio
d’amore.
Anna Achmatova




So che la notte non è come il giorno

So che la notte non è come il giorno: che tutte le cose sono diverse, che le cose della notte non si possono spiegare nel giorno perché allora non esistono, e la notte può essere un momento terribile per la gente sola quando la loro solitudine è incominciata.

Ernest Hemingway - Addio alle armi


L’amore è un prestito ipotecario fatto su un futuro incerto e imperscrutabile.

La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia. Finché dura, l’amore è in bilico sull’orlo della sconfitta. Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di guai. E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro. Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l’ansia. L’amore è un prestito ipotecario fatto su un futuro incerto e imperscrutabile.

Zygmunt Baumann - L’amore liquido


un abbozzo senza quadro

Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L’uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre a uno schizzo. Ma nemmeno “schizzo” è la parola giusta, perchè uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro.

Milan Kundera - L’insostenibile leggerezza dell’essere



È come l'intelligenza, la follia

È come l'intelligenza, la follia. Lo sai? Non si può spiegarla, proprio come l'intelligenza: ti viene addosso, ti riempie di sè, e allora la capisci. Ma quando t'abbandona, non la capisci più.

Hiroshima mon amour


e tu diventerai ... una canzone

Come fu per lui l'oblio comincerà dai tuoi occhi, uguale.
Poi come fu per lui l'oblio avrà la tua voce, uguale.
Poi come fu per lui esso trionferà di te tutt'intero, a poco, a poco,
e tu diventerai ... una canzone.

Hiroshima mon amour - Alain Resnais (1959)


solitudine, moltitudine

... solitudine, moltitudine: termini uguali e convertibili per il poeta fecondo e attivo. Chi non sa popolare la sua solitudine, non saprà essere solo in una folla indaffarata.

Charles Baudelaire


Un po’ di pace

Un po’ di pace basta a rivelare
dentro il cuore l’angoscia,
limpida, come il fondo del mare.

Pier Paolo Pasolini


L’abitudine è il più spietato dei veleni

L’abitudine è la più infame delle malattie
perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia,
qualsiasi dolore, qualsiasi morte.
Per abitudine si vive accanto a persone odiose,
si impara a portar le catene, a subir ingiustizie,
a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto.
L’abitudine è il più spietato dei veleni
perché entra in noi lentamente, silenziosamente,
cresce a poco a poco
nutrendosi della nostra inconsapevolezza
e quando scopriamo di averla addosso
ogni fibra di noi s’è adeguata,
ogni gesto s’è condizionato,
non esiste più medicina che possa guarirci.

Oriana Fallaci


Riesci ad immaginare una vita fatta solo di silenzi?

«Riesci ad immaginare una vita fatta solo di silenzi? Una vita fatta di silenzio, solo silenzio.» «Beh, non esisterebbero la musica, la poesia, il cinema, il teatro. Niente comunicazione, niente parole, niente amori sbocciati dagli incontri instabili e timidi. Insomma, non esiterebbe granché vita solo col silenzio.» «Esisterebbe la scrittura, esisterebbero gli sguardi, esisterebbero più baci e meno litigi. Esisterebbero le carezze assieme agli abbracci. Esisterebbero le lacrime. Esisterebbero meno scuse e meno parole campate in aria, esisterebbero meno bugie. Il silenzio sarebbe ottimo, usato e non distratto, non solo carico di risentimenti. Un silenzio pulito e fatto di pregi, senza inganni. Esisterebbe la scrittura, quella che sgorga spontanea. Un grazie scritto assieme ad un sorriso, addii da conservare. Pensa agli addii, gli adii dopo un po' si affievoliscono, il dolore si attenua. Pensa ad un addio scritto. Ad un addio scritto nemmeno il tempo può niente. Nemmeno il tempo. Esisterebbe la vita. Una vita fatta di niente ma piena di tutto. Esisteremmo noi senza maschere e senza verbo, esisteremmo e basta. Semplicemente.» [...] Silenzio. [...] Silenzio. Un sorriso, un abbraccio. Silenzio.

Cerynise Emphaty - Una passeggiata, dentro me


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