La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 8 maggio 2012

le bellezze del silenzio

La notte non è più serena
né più inquieta
che al solstizio

semplicemente contesa
tra il desiderio delle parole
che la opprimono

e le bellezze del silenzio.

*****

La nuit n’est ni plus sereine
ni plus inquiète
qu’au solstice

partagée simplement
entre le désir de mots
qui la contraignent

et les beautés du silence.

Jean-Claude Tardif


persa nell'universo, ruota la sfera e va

Io ero solamente ciò
che tu toccavi, quello
su cui - notte fonda, corvina -
la fronte reclinavi tu.

Io ero solamente ciò
che tu là in basso distinguevi:
sembiante vago, prima, e poi
molto più tardi, tratti.

Sei tu ardente, che
sussurrando hai creato
la conchiglia dell'udito
a destra, a manca, là, qui.

Tu che nell'umida cavità,
tirando quella tenda,
hai messo voce, perché
potesse te chiamare.

Cieco ero, nulla più.
Tu, sorgendo, celandoti,
hai dato a me la facoltà
di vedere. Si lasciano scie

così, e si creano così
mondi. Spesso, creati,
si lasciano ruotare così,
elargendo regali.

E, gettata così,
in caldo, in freddo, in ombra, in luce,
persa nell'universo,
ruota la sfera e va.

Iosif Brodskij


una sensazione nota come tenerezza e proporzionata

Una sensazione simile a quella dei polpastrelli che toccano per la prima volta il seno, o meglio ancora, la spalla dell’essere amato. È una sensazione telescopica, la sensazione di entrare in contatto con l’infinito cellulare dell’esistenza di un altro corpo - una sensazione nota come tenerezza e proporzionata, forse, solo al numero di cellule che quel corpo contiene.

Iosif Brodskij - Fondamenta degli incurabili


Ti vedo meglio al buio

Ti vedo meglio al buio,
non mi occorre altra luce:
l’amore è per me un prisma
che supera il violetto.
Emily Dickinson


avara delle radici di Adamo

Io non coglierei la mela
sradicherei l'albero intero
e lo inghiottirei
avara delle radici di Adamo
complice il mio sospiro. 

Serena Maffia


Lacrime

Sono la civetta che veglia le lacrime avvinghiate alle ciglia.

Serena Maffia


Ero un mare di cose

Ero un mare di cose
sarei voluta essere altro seme
sgranarmi chicco dalla spiga materna
per farmi pannocchia
ed ho fatto il pane.
Sgranata, ora sono soltanto
lo sgomento del vento
su due occhi di grano in mezzo a un campo
ed un naso e una bocca di cielo
sopra un volto di papavero.
Ero un mare di cose
ora sono soltanto lo sgomento del vento
su due occhi di grano in mezzo a un campo
ed un naso e una bocca di papavero
su di un volto di cielo.

Serena Maffia


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