La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 16 maggio 2012

Invece mi conoscono in cielo e ardono di amore e di odio

Cavernicola come sono,
attaccata alla mia palafitta
cerco il fango, mio unico amico,
con intorno un lago dorato.
Mi è sempre piaciuto cavalcare l’aria,
avere una casa isolata da tutti,
e dire che non conosco nessuno.
Invece mi conoscono in cielo
e ardono di amore e di odio
e mi fanno uscire di senno.
Alda Merini


La vita è una e immobile, uguale a se stessa da sempre; la vita è un’altra cosa

… Giunto al mare mi fermo, mi siedo, fisso l’infinito. Niente si muove, né al di qua, né al di là, né dentro di me. Ed è in quei momenti che me ne accorgo: niente vive così intensamente come il tempo fermo; perché non sono le persone che corrono, gli oggetti che cadono, le voci che risuonano, a fare la vita: quelle sono imitazioni inesatte della vita. La vita è una e immobile, uguale a se stessa da sempre; la vita è un’altra cosa.

Roberto Vecchioni - Il libraio di Selinunte


Ma le parentesi esistono solo nei libri.

Se solo si potesse vivere tra parentesi, si potrebbe prendere chi vuoi dentro con te, e il resto del mondo aspetterebbe fuori…. a guardare educatamente dall’altra parte. Se si sbucasse fuori dalla parentesi, la vita continuerebbe come prima. Non ci sarebbero conseguenza e per una volta i muri si troverebbero dove vuoi tu. Se solo fosse possibile. Ma le parentesi esistono solo nei libri. E il mondo gira di conseguenza.

A. Fienberg - Di luce riflessa


In amore la logica non serve, l’intelligenza non giova e il masochismo raggiunge vette da psichiatria.

… la morte di un amore è come la morte d’una persona amata. Lascia lo stesso strazio, lo stesso vuoto, lo stesso rifiuto di rassegnarti a quel vuoto. Perfino se l’hai attesa, causata, voluta per autodifesa o buonsenso o bisogno di libertà, quando arriva ti senti invalido. Mutilato. Ti sembra d’essere rimasto con un occhio solo, un orecchio solo, un polmone solo, un braccio solo, una gamba sola, il cervello dimezzato, e non fai che invocare la metà perduta di te stesso: colui o colei con cui ti sentivi intero. Nel farlo non ricordi nemmeno le sue colpe, i tormenti che ti inflisse, le sofferenze che ti impose. Il rimpianto ti consegna la memoria d’una persona pregevole anzi straordinaria, d’un tesoro unico al mondo, né serve a nulla dirsi che ciò è un’offesa alla logica, un insulto all’intelligenza, un masochismo. (In amore la logica non serve, l’intelligenza non giova e il masochismo raggiunge vette da psichiatria.) Poi, un pò per volta, ti passa. Magari senza che tu sia consapevole lo strazio si smorza, si dissolve, il vuoto diminuisce e il rifiuto di rassegnarti ad esso scompare. Ti rendi finalmente conto che l’oggetto del tuo amore morto non era né una persona pregevole anzi straordinaria, né un tesoro unico al mondo, lo sostituisci con un’altra metà o supposta metà di te stesso e per un certo periodo recuperi la tua interezza. Però sull’anima rimane uno sfregio che la imbruttisce, un livido nero che la deturpa e ti accorgi di non essere più quello o quella che eri prima del lutto. La tua energia si è infiacchita, la tua curiosità si è affievolita e la tua fiducia nel futuro s’è spenta perché hai scoperto d’aver sprecato un pezzo d’esistenza che nessuno ti rimborserà. Ecco perché, anche se un amore langue senza rimedio, lo curi e ti sforzi di guarirlo. Ecco perchè, anche se in stato di coma boccheggia, cerchi di rinviare l’istante in cui esalerà l’ultimo respiro: lo trattieni e in silenzio lo supplichi di vivere ancora un giorno, un’ora, un minuto. Ecco infine perché, anche quando smette di respirare, esiti a seppellirlo o addirittura tenti di resuscitarlo. Alzati Lazzaro e cammina.

Oriana Fallaci - Inshallah


Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim’ancora che i corpi si vedano

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim’ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente. 
Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino.
Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l’ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta.
Tutti sanno amare, poichè nascono con questo dono.
Alcuni praticano l’amore naturalmente, ma la maggioranza deve apprendere di nuovo, ricordare come si ama; e tutti - senza alcuna eccezione - hanno bisogno di bruciare nel fuoco delle proprie emozioni passate, di rivivere gioie e dolori, cadute e riprese, fino al momento in cui sono in grado di intravedere il filo conduttore che esiste dietro ogni nuovo incontro.
Sì, perchè c’è un filo.

Paulo Coelho - Undici minuti


A cosa serve l'utopia? A questo: serve a camminare

L'utopia sta all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Faccio dieci passi e l'orizzonte si allontana di dieci passi. Per quanto cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? A questo: serve a camminare 

Eduardo Galeano


non si dimentichi di me

L’amore non ha paura di me.
Gli offro un lauto banchetto,
della mia vita,

Tutto quel che vuole.

Solo una domanda gli rivolgo:
abbia Pietà,

non si dimentichi di me.

Andrè Frénaud


Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.

Perchè sei sempre triste? gli ho chiesto.

Non sono triste.
Si che lo sei.
Non è quello, mi ha detto. Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare.
Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei nè triste nè felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.
Io sto aspettando, mi ha detto.
Cosa?
Sto aspettando di fare ciò per cui sono nato.

Alessandro Baricco - Questa storia


si è soli se qualcuno non è mai venuto

E non si è soli quando un altro ti ha lasciato,
si è soli se qualcuno non è mai venuto
però scendendo perdo i pezzi per le scale,
e chi ci passa su, non sa di farmi male.
Roberto Vecchioni - L’ultimo spettacolo


Io non ricordo più come fu

A volte penso di essere un sogno che qualcuno si è dimenticato di fare,
il sogno nel cassetto aperto nel momento sbagliato,
il dormiveglia di una dalia d’inverno
che lascia i suoi petali alla brina che l’uccide
grata di conservare intatto il suo cuore,
il cuore del cuore per la primavera alle porte:
àprile tu, o tu, o tu, aprimi tu, o tu, o tu..tu?
che come me, pensi a volte di essere un sogno che
qualcuno si è dimenticato di fare,
un’altalena occupata che qualcuno si è dimenticato di spingere:
spingila tu, o tu, o tu, spingimi tu, o tu..tu?
A volte penso di essere una foto con l’autoscatto
venuta fuori trasparente che non si vede bene, che si vede niente,
un nastro dimenticato annodato sul letto
che da solo non sa sciogliere questo nodo:
scioglilo tu, o tu, o tu, scioglimi tu, o tu, o tu..tu?
Io non ricordo più come fu, che tu, o tu,
possiedi le dita delle mie mani, le labbra della mia bocca,
il cuore che usa me, per battere in se, per battere in te..
o tu, o tu, o tu..tu?
pulsalo tu, o tu, o tu, pulsami tu..tu?
A volte penso di essere un sogno che qualcuno si è dimenticato di fare,
o tu, o tu, o tu..tu?
ma poi non ci penso più…

Aldo Busi - L’amore trasparente


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