La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 28 maggio 2012

Serena il tuo bel core il lungo suo rigore il fato già cangiò.

Cara, la dolce fiamma
dell'alma mia tu sei
e negli affetti miei
costante ognor sarò.

Serena il tuo bel core
il lungo suo rigore
il fato già cangiò.

Johann Christian Bach (1735-1782)




Sempre in attesa, posso chiamare la mia pazienza “amore”?

Per quella parte di te che mi manca e che non potrò mai avere, per tutte le volte che mi hai detto “non posso” ma anche per quelle in cui mi hai detto “ritornerò”. Sempre in attesa, posso chiamare la mia pazienza “amore”?


da Le fate ignoranti


mai so separarmi da te

Non so mai separarmi da te, rimango sempre
col freddo di qualche parola che non ho detto,
con un malinteso da temere,
quel vuoto di rozza inesistenza
... che a volte, goccia a goccia, si trasforma
in disperazione.
mai so separarmi da te, perché non sono
il viaggiatore che passa fra la gente,
quello che va di aeroporto in aeroporto
o quello che guarda le automobili, in senso contrario,
correndo verso la città
nella quale ti sei appena fermato.
non so mai separarmi, perché sono
un cieco che va a tentoni per il tunnel
della tua mano e delle tue labbra quando dicono addio,
un cieco che si imbatte nei malintesi
e con quelle parole
che non sanno pronunciare.
rimpianto d’amore,
non posso allontanarmi mai da tutto quel che sei.
in un vuoto di rozza inesistenza,
vado via da me
strada verso il nulla

Luis Garcìa Montero


Chega de Saudade

Vai, minha tristeza,
E diz ela
Que sem ela não pode ser
Diz-lhe numa prece
Que ela regresse
Porque eu não posso mais sofrer
Chega de saudade
A realidade è que sem ela
Não ha paz, não ha beleza
E' so' tristeza, e a melancolia
Que não sai de mim, não sai de mim
Não sai
Mas se ela voltar
Se ela voltar, que coisa linda
Que coisa loca
Poi ha menos peixinhos a nadar no mar
Do que os beijinhos que eu darei
Na sua boca...
Dentro dos meus braços
Os abraços hão de ser
Milhoes de abraços apertado assim
Colado assim, calado assim
Abraços e beijinhos
e carinhos
Sem ter fim
Que è pra acabar com esse negocio
De viver
longe de mim.

*****

Và, tristezza mia
E dille
Che senza di lei è impossibile
Dille in una preghiera
Che ritorni
Perché non ce la faccio più a soffrire.
Basta nostalgia
La realtà è che senza lei
Non c'è pace, non c'è bellezza
E' tutto tristezza e malinconia
Che non esce da me, non esce da me
Non esce
Ma se lei tornasse
Se lei ritornasse, che cosa bella
Che cosa folle
Ci sono meno pescetti che nuotano nel mare
Dei bacetti che le darei
Sulla bocca...
Nelle mie braccia
Gli abbracci saranno
Milioni di abbracci, stretto così
Appiccicato così, zitto così
Abbracci e bacetti e carezze
Senza fine
Per finirla con questa storia
Che tu viva lontano da me.


Il vero amore è, paradossalmente, una saudade costante, senza nessun egoismo.

La natura della saudade è ambigua: associa sentimenti di solitudine e tristezza, ma, illuminata dalla memoria, guadagna contorno e espressione di felicità. Quando Garrett l’ha definita come “delicioso pungir de acerbo espinho”, stava realizzando la fusione di questi due aspetti opposti nella formula felice di un verso romantico.
In generale, si vede nella saudade il sentimento di separazione e distanza da quello che si ama e non si ha.
Ma tutti gli istanti della nostra vita non vanno ad essere perdita, separazione, distanza? Il nostro presente, appena raggiunge il futuro subito lo trasforma in passato. La vita è un costante perdere. La vita è, perciò, una costante saudade.
C’è una saudade risentita. Quella che desidererebbe trattenere, fissare, possedere.
C’è una saudade saggia, che lascia le cose passare, come se non passassero. Liberandole dal tempo, salvando la loro essenza di eternità.
È l’unica maniera, del resto, di dare loro permanenza: renderle immortali nell’amore.
Il vero amore è, paradossalmente, una saudade costante, senza nessun egoismo.

Cecilia Meireles




Io ti sono vicino e tu mi sei vicina

Quando l’onda s’innalza con sordo bisbiglio
posso ascoltare allora la tua voce;
o nel bosco tranquillo, dove spesso origlio,
e ogni cosa è silente in quella luce.
Io ti sono vicino e tu mi sei vicina,
pur sapendo che sei così remota.
Mentre il sole tramonta e sorgono le stelle.
Oh tu fossi con me, piu’ bella fra le belle!
Wolfgang Goethe


T’affretta, tempo, a pormi sulle labbra Le tue labbra ultime.

E per la luce giusta,
Cadendo solo un’ombra viola
Sopra il giogo meno alto,
La lontananza aperta alla misura,
Ogni mio palpito, come usa il cuore,
Ma ora l’ascolto,
T’affretta, tempo, a pormi sulle labbra
Le tue labbra ultime.

Giuseppe Ungaretti


Com’è meravigliosa la vita quando mi chiedi se faccio il caffè nel silenzio che cammina fra i libri e il lampo del bacio

Alcune donne cucinano e poi sono stanche
altre danno la colpa al marito
se qualcosa non sa volare.
Io faccio il caffè
con la caffettiera d’alluminio di mia nonna
che lo voleva lungo a farle compagnia
quando scoppiava la guerra
di una calma feroce sulle pentole annerite
e laviche al sole e passava pomeriggi a strofinarle
nei particolari lasciando scappare l’insieme.
Com’è meravigliosa la vita quando mi chiedi
se faccio il caffè nel silenzio che cammina
fra i libri e il lampo del bacio.

Sarah Tardino


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...