La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 4 giugno 2012

Ch’io lanci un urlo inumano

Spazio spazio io voglio,tanto spazio
Per dolcissima muovermi ferita;
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
Ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.

Alda Merini


Verrà la luna

Verrà la luna
è già apparsa
un po'!
Ma eccola sospesa
piena nell'aria
Deve essere Dio
che con un meraviglioso
cucchiaio d'argento
Rimesta la zuppa di pesce stellare.

Vladimir Majakovskij


Lo sfolgorio d’oro dei platani s’inciela

Lo sfolgorio d’oro
dei platani s’inciela,
non ha ora
o stagione,
ossia le ha
e le brucia
questo tripudio
le esala in chiarità
questa invincibile alchimia,
le unisce e le purifica
all’essenza
luminosa della fine
e del principio.

Mario Luzi


Ma i poeti, nel loro silenzio fanno ben più rumore di una dorata cupola di stelle

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

Alda Merini


Gli occhi di lui stampati sul volto di lei

Ma quel che davvero mi fa impazzire,
è il tango.
Perchè il tango, poche storie,
è il sesso.
Fin dalle prime note, è già sesso.
E allora è meraviglioso
perchè dalle ceneri di chissà quali
stantii matrimoni, torna su
qualcosa di rovente,
e inizi a vederli quei ballerini
che a tutto ti farebbero pensare
tranne che al sesso,
inizia a vederli trasformarsi.
Gli occhi di lui
stampati sul volto di lei
(bellissima in quei tre minuti)
gli occhi di lei
stampati cento chilometri al di là
del volto di lui,
esattamente là dove guardano
le donne bellissime
quando un uomo, che le vuole, le guarda.
Con infiniti sforzi,
uno potrebbe magari,
imparare i passi:
ma non quegli sguardi.
Quella è classe
e viene da lontano.

Baricco


Ora legati all’oggi come ogni essere vivo stiamo, ognuno col suo vizio

Forza sottile e scrosciante
la nostra, cattedrale
piantata sul vuoto del petto –

Ciò che fin qui abbiamo trattenuto
insieme brivido, falsa fierezza
navigando le grondaie della tempesta

Ci equilibrammo, due, soli e incessanti
sul silenzio degli occhi
sulla distanza-scogliera
da un dolore all’altro, siamo stati –
Ora legati all’oggi
come ogni essere vivo
stiamo, ognuno col suo vizio

Francesca Cricelli


se non dovessi tornare

se non dovessi tornare
sappiate che non sono mai partito
il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua, dove non fui mai

Giorgio Caproni




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