La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 12 giugno 2012

Aquellas Pequeñas Cosas

Uno se cree
Que las mató el tiempo y la ausencia
Pero su tren
Vendió boleto de ida y vuelta
Son aquellas pequeñas cosas
Que nos dejó un tiempo de rosas
En un rincón,
En un papel,
O en un cajón

Como un ladrón
Te acechan detrás de la puerta
Te tienen tan
A su merced
Como hojas muertas
Que el viento arrastra allá o aquí,
Que te sonríen tristes y
Nos hacen que
Lloremos cuando nadie
Nos ve

*****

Uno poi crede
che le ammazzò
il tempo e l’assenza.
Ma già in partenza
c’era un biglietto
con il ritorno.

Il giorno, il tempo delle rose,
lasciò le più minute cose
in un cassetto,
in una busta,
o dietro a un quadro.

E come un ladro
ognuna spia dietro la porta,
sei in sua mercé.
Sei come una
foglia morta

che il vento spinge qua e là...
Sorride triste
e lascia che
piangiamo noi
quando nessuno poi ci vedrà.




è questa la vita: sapere che esisti e che ti amo

Euforico e sconcertato, pericolosamente allegro per questi tempi grigi,
lascio la mia parola sul suono della luce, sull’acqua rumorosa dell’amore e della carne:
qui rimane, in questa notte ormai senza rumori, il sudore unico di due pelli che sono un corpo solo;
dormi accanto e io ti guardo per essere sicuro che esisti e vedo lo zafferano della luna svanito sui tuoi capelli.
Soltanto ascolto il tuo respiro calmo, quell’aria che mi giustifica e mi esalta;
sei il mistero esatto che mi dona chiarità, il segno diafano, la magia che mi nutre,
nel tuo quieto riposo comunichi senso al mondo:
le tue labbra rosso vino di giubilo si aprono appena per ricevere il tranquillo angelo del sonno
e io mi ubriaco con il tuo sonno mentre i tuoi occhi ospitano un raccolto di soli e di uccelli;
di te mi nutro, della sottile ombra del tuo corpo che ora mi bacia
e che scaccia dal mio cuore tutto lo schifo accumulato e lo tranquillizza e lo riempie di musica;
è questa la vita: sapere che esisti e che ti amo.



*****


Eufórico y desconcertado, peligrosamente alegre para estos grises tiempos,
dejo mi palabra sobre el sonido de la luz, sobre el agua rumorosa del amor y de la carne:
aquí queda, en esta noche ya sin ruidos, el sudor único de dos pieles que son un solo cuerpo;
duermes al lado y yo te miro para asegurarme de que existes y veo el azafrán de la luna desleído en tu pelo.
Solamente oigo tu respiración pausada, ese aire que me justifica y me exalta;
eres el misterio exacto que me da claridad, el signo diáfano, la magia que me nutre,
en tu sosegado reposo le das sentido al mundo:
tus labios de rojo vino alborozado se entreabren para recibir el ángel quieto del sueño
y yo me embriago con tu sueño mientras tus ojos recogen una cosecha de soles y de pájaros;
de ti me alimento, de la tenue sombra de tu cuerpo que ahora me besa
y que expulsa de mi corazón todo el asco acumulado y lo apacigua y lo llena de música;
esto es la vida: saber que existes y que te amo.



Dario Jaramillo



Ed è il pensiero della morte che, infine, aiuta vivere

Spunta la luna.
Nel viale è ancora
giorno, una sera che rapida cala.
Indifferente gioventù s'allaccia;
sbanda a povere mete.
Ed è il pensiero
della morte che, infine, aiuta vivere.

Umberto Saba


Se la luna e le stelle

Se la luna e le stelle, anziché brillare continuamente sul nostro capo,
non si potessero vedere che da un solo punto della Terra,
gli uomini non cesserebbero di recarvisi per contemplare
ed ammirare le meraviglie dei Cieli

Seneca


Il mondo è sottile e piano: pochi elefanti vi girano, ottusi.

I fiori vengono in dono e poi si dilatano
una sorveglianza acuta li silenzia
non stancarsi mai dei doni.

Il mondo è un dente strappato
non chiedetemi perché
io oggi abbia tanti anni
la pioggia è sterile.

Puntando ai semi distrutti
eri l'unione appassita che cercavo
rubare il cuore d'un altro per poi servirsene.

La speranza è un danno forse definitivo
le monete risuonano crude nel marmo
della mano.

Convincevo il mostro ad appartarsi
nelle stanze pulite d'un albergo immaginario
v'erano nei boschi piccole vipere imbalsamate.

Mi truccai a prete della poesia
ma ero morta alla vita
le viscere che si perdono
in un tafferuglio
ne muori spazzato via dalla scienza.

Il mondo è sottile e piano:
pochi elefanti vi girano, ottusi.



C'è come un dolore nella stanza, ed
è superato in parte: ma vince il peso
degli oggetti, il loro significare
peso e perdita.

C'è come un rosso nell'albero, ma è
l'arancione della base della lampada
comprata in luoghi che non voglio ricordare
perché anch'essi pesano.

Come nulla posso sapere della tua fame
precise nel volere
sono le stilizzate fontane
può ben situarsi un rovescio d'un destino
di uomini separati per obliquo rumore.

Amelia Rosselli


Girò la terra per avvicinarci, girò intorno a se stessa e dentro noi, finché non ci ebbe uniti in questo sogno

Girò la terra per avvicinarci,
girò intorno a se stessa e dentro noi,
finché non ci ricongiunse in questo sogno,
come fu scritto nel Simposio.
Passarono le notti, le nevi ed i solstizi,
e passò il tempo in attimi e millenni.
Un carro che viaggiava verso Ninive
giunse in Nebraska.
Un gallo cantò fuori dal mondo,
ai nostri padri ancora nascituri.
Girò la terra come se danzasse
con tutti noi a bordo;
non smise di girare un solo istante,
come se tanto amore, un tal miracolo
non fosse che un adagio scritto da tanto tempo
lì, fra le partiture del Simposio.

*****

La tierra giró para acercarnos,
giró sobre sí misma y en nosotros,
hasta juntarnos por fin en este sueño,
como fue escrito en el Simposio.
Pasaron noches, nieves y solsticios;
pasó el tiempo en minutos y milenios.
Una carreta que iba para Nínive
llegó a Nebraska.
Un gallo cantó lejos del mundo,
en la previda a menos mil de nuestros padres.
La tierra giró musicalmente
llevándonos a bordo;
no cesó de girar un solo instante,
como si tanto amor, tanto milagro
sólo fuera un adagio hace mucho ya escrito
entre las partituras del Simposio.

Eugenio Montejo



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