La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 4 luglio 2012

L'alma mia di gioia è piena or che alfin lo puo mirar.

Com'è bello!
quale incanto in
quel volto onesto e altero!
No, giammai leggiadro
tanto non sel pinse il mio pensiero.
L'alma mia di gioia è piena or che
alfin lo puo mirar.
Mi risparmia, o ciel,
la pena ch'ei mi debba un di sprezzar.
Se il destassi?...
No, non oso, nè scoprire
il mio sembiante; pure
il ciglio lagrimoso
terger debbo un solo istante.


La metà di quel cuscino solo voglio

No, di nulla mi serve la metà!
A me – l’intero cielo! La terra tutta
– ai miei piedi!
Fiumi e mari e torrenti montani
miei – sulla spartizione non mi accordo!

No, vita, con una parte tu non mi blandisci.
Per intero tutto! Le spalle ce le ho forti!
Della felicità la metà non voglio,
né del dolore voglio la metà!

La metà di quel cuscino solo voglio,
dove, stretto alla guancia con delicatezza,
debole stella, stella cadente,
alla tua mano balugina un anello...

Evgenij Evtušenko


perché quella bellezza lui la conosceva

[...] Rimase a fissare il profilo scuro che contro la luce dello schermo, scendeva dall'orecchio destro della donna, correva sul collo, poi risaliva leggermente lungo la spalla, le ruotava intorno e infine si lasciava cadere lungo il gomito, dove scompariva nel buio.
Era una visione, quella sì, dolorosamente "impressionante", e Ultimo vi scoprì, per la prima volta, quanto straziante possa essere il desiderio, quando a porgerlo è il corpo di una donna.
Ne fu come spaventato. E forse fu per questo che lentamente, ripassando avanti e indietro con gli occhi quel profilo senza incrinature, prese, per così dire, a spogliarlo di quel che aveva di femminile, e a spingerlo verso una bellezza più segreta, dove la pelle diventa semplice linea, e il corpo un disegno inciso a sbalzo sul chiarore dello schermo. 
Si dimenticò della donna e si concesse a un'altra perfezione, ripassando la linea pura e il disegno fino a quando non diventarono traiettoria, e tracciato - e strada. Allora ne prese possesso, come sapeva fare. Scendeva lungo il collo, poi piegava verso sinistra, dava gas sul rettilineo leggermente in salita, mollava tutto in cima alla spalla, si lasciava cadere sulla destra e usciva all'esterno imboccando il rettilineo morbido del braccio. Prima lo fece solo con il cervello, per prendere le misure, poi iniziò a sentire la strada sul corpo e, piano, a fare il rumore del motore, con la bocca. Ultimo, che mai avrebbe osato, o potuto, toccare quel collo, adesso ci stava correndo sopra, scoprendone i segreti uno ad uno. Lì, in mezzo alla gente, lui approfittava di un'intimità che un amante raffinato avrebbe impiegato mesi ad ottenere. 
Ci si può anche non credere, ma la donna sollevò una mano, e, con le dita, si sfiorò la spalla, come a scacciare qualcosa che non sapeva. 

Lì finì l'infanzia di Ultimo. [...]. Era qualcosa che lo tranquillizzava, perché quella bellezza lui la conosceva.

Alessandro Baricco


i gomiti non prepotenti e l’anima materiale che nella fossetta sopra la clavicola balugina

Perché fino alla punta delle dita
sei presente, perché hai desideri,
per come pieghi i ginocchi
e mi mostri le chiome,
per il tuo tepore
e la tua oscurità;
per le tue frasi dipendenti,
i gomiti non prepotenti
e l’anima materiale
che nella fossetta
sopra la clavicola balugina;
perché sei andata
e venuta, e per tutto
ciò che di te non so
queste mie esili sillabe
son troppo poco – o troppo.

Hans Magnus Enzensberger


Discerno, in te, la pietra e il peso nullo.

Discerno, in te, la pietra
e il peso nullo.
Quando ti giace il corpo
e sembra da te altra cosa, pulito
come un prato di vento
audace e inerte
fatto di sogni accesi come candele in mare.
Due grandi code ch’entrano in acqua
e dopo fuori
ad ogni tuo respiro che pare naufragare
su sabbie di detriti
e di fanciulle nude.

Massimo Botturi


E sarà un silenzio verde

Habrá un silencio verde
todo hecho de guitarras destrenzadas

La guitarra es un pozo
con viento en vez de agua.

*****

E sarà un silenzio verde,
tutto fatto di chitarre sfilacciate.

La chitarra è un pozzo
con vento invece di acqua

Gerardo Diego


Per noi poveri ogni giorno viene con un’apparizione

Il muto, alto
invito delle stelle che svaniscono,
la violenta che ne viene
allegria del sangue,
il cambio di luna sulla bocca
poi il silenzio d’improvviso
quando impallidiscono
le grandi scritte di réclame,
e gli alberi verdeazzurri
alti che rinascono –

sei venuta tu, in quest’alba
che è ancora un viso di ragazza
tra le mani della notte.
E una cosa immensa, una guerra
o un corteo
è passata nei miei occhi.
Per noi poveri ogni giorno
viene con un’apparizione.

Davide Rondoni


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...