La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 12 luglio 2012

eri più che il tempo

E quando tutti se ne andavano
e restavamo in due
tra bicchieri vuoti e portacenere sporchi,
com'era bello sapere che eri lì
come una corrente che ristagna,
sola con me sull'orlo della notte,
e che duravi, eri più che il tempo,
eri quella che non se ne andava
perché uno stesso cuscino
e uno stesso tepore
ci avrebbero chiamati di nuovo
a svegliare il nuovo giorno,
insieme, ridendo, spettinati.

Julio Cortazar


Poca cosa è quel che manca a volte per sentire la felicità

Tocco ogni giorno con le mie mani la felicità,
la bacio con le mie labbra,
lascio che s'addormenti dolcemente sul mio petto,
che poi si desti commossa
come un bel sogno.
Di fronte il cielo, gli uccelli e la tua bocca socchiusa,
sulla strada con acacie e bambini,
delicata e tremula come una sonata.
E dalla mia terrazza, intima come una carezza,
avido sorbisco la sera e la sua bellezza,
contemplo l'aereo che lacera sereno l'aria pura,
e quasi tocco, accarezzo con le mie dita la luna immensa
posata con tenerezza su un pioppo vicino.
Poca cosa è quel che manca a volte per sentire la felicità:
una luce, un fiore, una brezza, una mano nella nostra mano,
o questa sera che sembra di carne, di soavissima madreperla,
sera consegnata per un remotissimo guardare,
per entrare adagio in essa, come un sogno, nell'anima,
per baciarla pura, immateriale, celeste.

José Luis Cano


Il loro sole lascia dietro un fuoco Che risplende sul cuore

Ti vidi piangere: la grande lacrima lucente
Coprì quell’occhio azzurro
E poi mi parve come una viola
Stillante rugiada.
Ti vidi sorridere: la vampa di zaffiro
Accanto a te cessò di brillare;
Non poteva eguagliare i raggi che affollavano
Vividi quel tuo sguardo.
Come le nubi dal sole lontano
Ricevono un colore intenso e caldo
Che a stento l’ombra della sera vicina
Può cacciare dal cielo,
Quei sorrisi infondono nell’animo
Più triste gioia pura;
Il loro sole lascia dietro un fuoco
Che risplende sul cuore.

George Gordon Byron


Lasciamoli perdere, la felicità in fuga e l’amore che si consuma

Dammi la mano, trattieni il respiro, sediamoci
sotto quest’albero gigante dove la brezza muore
in sospiri ineguali sotto le grigie fronde
che il pallido e dolce chiaro di luna carezza.
Immobili, chiniamo lo sguardo sulle ginocchia.
Più non pensiamo, sogniamo. Lasciamoli perdere,
la felicità in fuga e l’amore che si consuma,
e i nostri capelli sfiorati dall’ala dei gufi.
Dimentichiamo di sperare. Discreta e contenuta,
l’anima d’ognuno di noi due prolunghi
questa calma e questa morte serena del sole.
Restiamo silenziosi nella pace notturna:
non è bene disturbare nel suo sonno
la natura, questo dio feroce e taciturno.

Paul Verlaine


Ho debolezze eleganti, e cicatrici charmantes

Sono una donna felice,
come lo dovrebbe essere
qualunque donna
al riverbero di questa età luminosa.
Ho debolezze eleganti,
e cicatrici charmantes.
Non ho più illusioni sulla nobiltà
delle persone,
e per questo sò apprezzare
la loro inestimabile arte
di convivere con le proprie
imperfezioni.
Sono clemente,
alla fine,
con me stessa e con gli altri.
Così sono pronta ad invecchiare,
ripromettendomi di farlo
negli eccessi e nelle sciocchezze.
Se l'età adulta
ti ha dato quello che volevi,
la vecchiaia
dev'essere una sorta
di seconda infanzia
in cui torni a giocare,
e non c'è più nessuno
che ti può dire di smettere.

Alessandro Baricco


Mi s’insanguina ad ogni respiro il cuore per amarti

Mi s’insanguina ad ogni respiro
il cuore per amarti,
e poi è dagli occhi che riverso il sangue
del cuore.
Giallo lucente di dolore
si fece il mio volto
per te,
ma di nuovo poi come fiore scarlatto
per le mie lacrime di sangue.
So bene che fievole era
nel tuo petto
il mio ricordo,
eppure a dismisura s’accresceva l’amarti
nell’anima.
Irta e slanciata ero
come una I, ma adesso
guarda come Z si spezza
la mia schiena
per il tuo abbandono.
Un tempo a me eri incline
per prendermi,
ma che importa,
se incostante è ad ogni momento
la tua natura.
Ascolta cuore,
non proviene da chi stringe
il cuore
questa violenza,
sarà la sorte avversa
che tutto così nero dispone.
M’ero decisa a liberare
il cuore e l’anima
sulla strada del tuo amore,
per vedere cosa ne sarebbe stato
un giorno.
E’ di roccia il cuore
di chi ci stringe il cuore,
e non si cura di noi
se sanguina poco a poco
il ventre della Dama del Mondo.

Jehan Malek Khatun


saremo un due che non si può dividere con niente

Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate
come i cieli, del giorno e della notte
due come sono i piedi, gli occhi, i reni
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.

Erri De Luca


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