La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 23 luglio 2012

e sono ormai convinto da molte lune dell'inutilità irreversibile del tempo


Tu / forse non essenzialmente tu
un'altra / ma è meglio fossi tu
hai scavato dentro me / e l'amicizia c'è
Io che ho bisogno di raccontare
la necessità di vivere / rimane in me
e sono ormai convinto da molte lune
dell'inutilità irreversibile del tempo
mi scegli alle nove e sei decisamente tu
non si ha il tempo di vedere la mamma e si è gia nati
e i minuti rincorrersi senza convivenza
mi svegli e sei decisamente . . .
Tu / forse non essenzialmente tu
un'altra / ma è meglio fossi tu
e vado dal Barone ma non gioco a dama
bevo birra chiara in lattina
me ne frego e non penso a te
avrei bisogno sempre di un passaggio
ma conosco le coincidenze del 60 notturno
lo prendo sempre per venire da te
Tu / forse non essenzialmente tu
e la notte / confidenzialmente blu
cercare l'anima


Io... fo buchi nella sabbia


Se ne vedono nel mondo
che son osti... cavadenti
boja, eccetera... (o, secondo
le fortune grand'Orienti).
C'è chi taglia e cuce brache,
chi leoni addestra in gabbia,
chi va in cerca di lumache...
Io... fo buchi nella sabbia.
I poeti anime elette,
riman laudi e piagnistei
per l'amore di Giuliette
di cui mai sono i Romei!
I fedeli questurini
metton argini alla rabbia
dei colpevoli assassini...
Io... fo buchi nella sabbia.
Sento intorno sussurrarmi
che ci sono altri mestieri...
Bravi... A voi! Scolpite marmi,
combattete il beri-beri,
allevate ostriche a Chioggia,
filugelli in Cadenabbia,
fabbricate parapioggia
Io... fo buchi nella sabbia.
O cogliate la cicoria
e gli allori. A voi! Dio v'abbia
tutti quanti, in pace, e gloria!
Io... fo buchi nella sabbia.

Ernesto Ragazzoni


C'era un 'io' e un 'tu'


C'era il vuoto e la brezza
il buio e  la stella
C'era l'essere e il sussurro
il labbro e la lode
C'era un 'io' e un 'tu':
la preghiera e la nicchia

Sohrab Sepehri


L'oggi fugace è tenue ed eterno


Dove saranno i secoli, dove il sogno 
di spade che i tartari sognarono, 
dove i forti muri che appianarono, 
dove l'Albero di Adamo e l'altro Tronco? 
Il presente è solo. La memoria 
erige il tempo. Successione ed inganno 
è la routine dell'orologio. L'anno 
non è meno vano della vana storia. 
Tra l'alba e la notte c'è un abisso 
di agonie, di luci, di attenzioni; 
il viso che si guarda nei consumati 
specchi della notte non è lo stesso. 
L'oggi fugace è tenue ed eterno
non aspetta un altro Cielo né un altro Inferno.

Jorge Luis Borges


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