La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 3 agosto 2012

Briciole di pane


Si erano incontrati per caso quasi due anni prima, ad uno di quegli improbabili incontri tra ex studenti, che non immagineresti mai... in mezzo a tante persone si erano guardati e riconosciuti, quella spontanea sintonia che percepisci e non sai perché... avevano scambiato si e no una ventina di parole...

Dopo quel primo incontro non si erano più visti... però avevano dialogato in rete per ore quasi tutti i giorni, del più e del meno, ridendo e sorridendo, trattenendo frasi esplicite e giocando funambolicamente con metafore per esprimere comunque quello che avrebbero tanto voluto dire...

Ora quasi per scherzo o per sfida si erano dati appuntamento, dicendosi a vicenda, ”non avrai mai il coraggio di presentarti“... 

In quel piccolo agriturismo dimenticato da tutti, era arrivato prima lui, non c’era nessuno, tranne il gestore che lo aveva squadrato dall’alto in basso appena entrato... si era seduto e aveva ordinato del vino rosso, si guardava attorno cercando di controllare l’emozione che pian piano si faceva sempre più sentire... innumerevoli piccoli oggetti erano appesi alle pareti, cartoline d’epoca, padelle in rame che riflettevano come pesciolini dorati la luce che filtrava dalla finestra alle sue spalle, la luce del tramonto donava a quel luogo un’atmosfera raccolta e intima e il solido tavolo in legno sul quale era poggiato il bicchiere di vino trasmetteva calore al tatto... si era seduto dando le spalle alla finestra e tenendo tra le mani il bicchiere giocava con i riflessi che il vetro creava con gli aranciati raggi di sole che lo colpivano... ascoltava il suo respiro, una parte di lui sperava che lei non venisse, l’altra parte... non vedeva l’ora...

Non sapeva cosa gli avrebbe detto e non era sicuro di trovare gli argomenti per conversare con lei come faceva in rete, protetto dalla tastiera e dal monitor...

Fu distratto all’improvviso dal rumore della porta che si apriva, era lei... era come se la ricordava... una gran massa di capelli ricci, le caviglie sottili... femminile... Donna...
lei gli andò incontro con quel suo sorriso che lo aveva così colpito la prima volta... riuscì a sussurrare un ciao e si sedettero emozionati entrambi... anche lei chiese del vino rosso...

si guardavano con gli occhi sorridenti, si erano chiesti vicendevolmente se avevano avuto difficoltà nel trovare il posto... convenevoli quasi infantili per riuscire a capacitarsi che erano davvero lì in carne ed ossa....

continuavano a guardarsi senza saper dire nulla... a quel punto lei infila le mani in tasca e dal pugno chiuso lascia cadere una manciata di briciole sul tavolo... lui capì immediatamente... avevano immaginato tante volte quel momento e si erano detti che se per colpa dell’emozione non avessero saputo dirsi nulla, avrebbero iniziato ad osservare le briciole sparse sul tavolo al quale sarebbero stati seduti e quello sarebbe stato il loro dialogo... non serviva altro... dialogo della mente.. semplicemente quello...

osservavano le briciole le ombre che creavano sulla tovaglia di lino bianco che nel frattempo il gestore aveva messo... quasi furtivo, per non interrompere l’incantesimo...

lei prese la mano di lui, era calda e morbida, la teneva nella sua carezzandola lentamente, quasi ad accompagnare il silenzioso dialogo...
e il tocco delle dita che si intrecciavano si faceva sempre più appassionato, quelle mani stavano dicendosi tutto... si guardavano negli occhi e quando lo sguardo diveniva insostenibile tornavano alle briciole...

il sole era ormai tramontato e si era fatto buio... era tempo di tornare ognuno a casa propria... si erano alzati all’unisono... e le mani si erano slacciate lentamente...

fuori nel parcheggio avrebbero voluto almeno abbracciarsi... e lei lo fece, lo abbracciò con l’istinto dell’adesso o mai più... cercò con le labbra quelle di lui e si scambiarono un bacio dolcissimo in un tempo che sembrava non scorrere più...

era tempo di andare... sapevano che non si sarebbero più visti, e non avrebbero più conversato in rete, sapevano che la completezza del loro sentimento lo avevano toccato con quel bacio... e la vita non aveva riservato loro il dono di poter condividere altri momenti come quello...

ma, ogni volta avessero visto delle briciole sparse su un tavolo, il pensiero sarebbe corso inevitabilmente a quel momento e sarebbero stati di nuovo assieme...

Elaine Sangro


Ovvio, non nego che sei mesi, due giorni e quattro ore fa mi hai restituito la sciarpa


E a me che importa se non mi ami!
Non hai sentito quando sei mesi, due giorni,
quattro ore, quindici minuti e tre secondi fa
ti ho chiesto: 'Mi fai un favore, puoi tenermi il cuore
e la sciarpa, che fra un po' vengo a riprenderli?'
Ovvio, non nego che sei mesi, due giorni
e quattro ore fa mi hai restituito la sciarpa.

Jairo Anibal Niño


sia l’amore alto e lontano


Nel dorato bacile d’un gran canto
versiamo tutta la nostra passione;
si giacciano abbracciati gli altri amanti
nel riposo d’amore – noi parliamo
con la lingua di tutto il mondo: il sangue
che s’agita, la lunga inerzia, i fremiti,
le calde palme supplici all’ospite che
 fugge,
ed un’anima sola, indifesa, ma forte.
Il desiderio solo canta al liuto;
nell’aperto sospiro, fra le ortiche
s’acquieti il menestrello, ozioso e muto
anche lui – sia l’amore alto e lontano:
tradisce il ramo più alto quel frutto
che ogni passante può trovare a terra.


Edna St. Vincent Millay


Immensa, estatica orfanezza


Alto eucalipto e ampia luna.
Una stella trasale nell’acqua.
Cielo bianco, argentato.
Pietre, pietre scorticate fino in cima.
Accanto, nel basso fondale, s’udí
il secondo, il terzo salto d’un pesce.
Immensa, estatica orfanezza – libertà.

Ghiannis Ritsos


Di me, di te tutto conosco, tutto ignoro


Accade che le affinità d'anima
non giungano ai gesti e alle parole ma
rimangano effuse come un magnetismo.
É raro ma accade. Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l'oblio, vera la foglia secca
piú del fresco germoglio.
Tanto e altro puó darsi o dirsi.
Comprendo la tua caparbia volontá di
essere sempre assente perchè
solo così si manifesta la tua magia.
Innumeri le astuzie che intendo.
Insisto nel ricercarti nel fuscello
e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno,
sempre nel vuoto: in quello che
anche al trapano resiste.
Era o non era la volontà dei numi
che presidiano il tuo lontano focolare,
strani multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era. Ignoro se
la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari.
Di me, di te tutto conosco,
tutto ignoro.

Eugenio Montale


Coisas pequenas


Coisas pequenas são
Coisas pequenas
São tudo o que eu te quero dar
e estas palavras são, coisas pequenas
que dizem que eu te quero amar
Amar, amar, amar
só vale a pena
se tu quiseres confirmar
que um grande amor não é,
coisa pequena,
que nada é maior que amar
E a hora, que te espreita, é só tua
decerto, não será só a que resta,
a hora que esperei a vida toda
é esta
E a hora, que te espreita, é derradeira
decerto já bateu à tua porta
a hora que esperei a vida inteira
é agora

*****

Piccole cose sono
piccole cose
sono tutto quello che ti voglio dare
e queste parole sono, cose piccole
che dicono che io ti voglio amare
amare, amare, amare
vale la pena soltanto
se tu vuoi ricambiare
che un grande amore non è, 
cosa piccola,
perchè niente è più importante di un amore
E l'ora, che ti aspetta, è soltanto tua,
certo, non sarà la sola che resta,
l'ora che ho atteso tutta la vita
è questa,
E l'ora, che ti aspetta, è l'ultima,
io ho un sogno ben nascosto
l'ora che ho atteso tutta la vita,
è ora





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