La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 10 agosto 2012

Lascio la porta della Terra di Mezzo socchiusa... sarò assente per qualche giorno...vi porto nei miei pensieri.

Con affetto
Tiziana



La freccia s’accese volando tra le liquide nubi


La freccia s’accese volando tra le liquide nubi,
arse e tracciò una scia di fiamma, si consumò
e sparì tra i volubili venti. Così le stelle cadenti
spesso si staccano dal cielo e trascinano
correndo nel cielo una chioma lucente.

Virgilio


cadono...ancora! ancora!


A chi il gran cielo cupo 
getta i suoi astri d'oro? 
Pioggia sprizzante dall'ombra, 
cadono...ancora! ancora!

Victor Hugo


Nelle notti d'autunno, vagando per la città Guardo il cielo con desiderio


Nelle notti d'autunno, vagando per la città
Guardo il cielo con desiderio,
Perché se cade una stella
ed esprimo un voto, si avvererà.
Ragazzi, i miei desideri son sempre gli stessi:
Quando cade una stella, allora, emozionato,
Chiedo che tu m'ami,
E che da lontano tu pensi a me
E' una chimera, ahimè! Ma voglio crederci,
Non ho altro per consolarmi.
Ma ecco l'inverno, la notte diventa nera,
E non vedo più stelle cadere.

François Coppé


Qual rugiada e qual pianto


Qual rugiada e qual pianto,
quai lacrime eran quelle
che sparger vidi dal notturno manto
e dal candido volto delle stelle?
E perché seminò la bianca luna
di cristalline stelle un puro nembo
e l’erba fresca in grembo?
Perché ne l’aria bruna
s’udian, quasi dolendo, intorno intorno
gir l’aure insino al giorno?
Fur segni forse de la tua partita,
vita de la mia vita?


Torquato Tasso


ad ognuna che casca penso spesso a le speranze che se porta appresso


Quanno me godo da la loggia mia
quele sere d’agosto tanto belle
ch’er celo troppo carico de stelle
se pija er lusso de buttalle via,
ad ognuna che casca penso spesso
a le speranze che se porta appresso.

Perchè la gente immagina sur serio
che chi se sbriga a chiede qualche cosa
finche la striscia resta luminosa,
la stella je soddisfa er desiderio;
ma, se se smorza prima, bonanotte:
la speranzella se ne va a fa’ fotte.

Jersera, ar Pincio, in via d’esperimento,
guardai la stella e chiesi:”Bramerei
de ritrovamme a tuppertù co’ lei
come trent’anni fa: per un momento.
Come starà Lullù? Dov’è finita
la donna ch’ho più amato ne la vita?”

Allora chiusi gli occhi e ripensai
a le gioje, a le pene, a li rimorsi,
ar primo giorno quanno ce discorsi,
a quela sera che ce liticai...
E rivedevo tutto a mano a mano,
in un nebbione piucchemmai lontano.

Ma ner ricordo debbole e confuso
ecco che m’è riapparsa la biondina
Quanno venne da me quela mattina,
giovene, bella, dritta come un fuso,
che me diceva sottovoce:”E’ tanto
che sospiravo de tornatte accanto!”

Er fatto me pareva così vero
che feci fra de me:- Questa è la prova
che la gioja passata se ritrova
solo nel labirinto der pensiero.
Qualunquesia speranza è un brutto tiro
de l’illusione che ce pija in giro - .

Però ce fu la mano der Destino:
perchè doppo nemmanco un quarto d’ora,
giro la testa e vedo una signora
ch’annava a spasso con un cagnolino.
Una de quelle bionde ossiggenate
che perloppiù ricicceno d’estate.

- Chissà - pensai - che pure ‘sta grassona
co’ quer po’ po’ de robba che je balla
nun sia stata carina? - E ner guardalla
trovai ch’assomigliava a ‘na persona...
Speciarmente er nasino pe’ l’insù
me ricordava quello de Lullù...

Era lei? Nu’ lo so. Da certe mosse,
da la maniera de guardà la gente,
avrei detto: - E’ Lullù sicuramente...-
Ma ner dubbio che fosse o che nun fosse
richiusi l’occhi e ritornai da quella
ch’avevo combinato co’ la stella.


Trilussa


Svaniresti tu, amore, svaniresti?


Dici, amore, che non viene scosso il cielo 
E immobili son le sue stelle?
Là! hai visto Quella scintilla volare su di noi?
Le stelle In cielo neanche son sicure.
E di me, che sarà, amore, di me?
Cosa sarà, amore, se presto
La tua stella fosse lanciata sopra un'onda?
Sembrerebbero le tenebre un sepolcro?
Svaniresti tu, amore, svaniresti?

David Herbert Lawrence


stelle; che accese in un attimo e spente, rigano il cielo d'un pensier di luce


... Ed incrociò con la sua via la strada
d'un mondo infranto,
e nella strada ardeva,
come brillante nuvola di fuoco,
la polvere del suo lungo passaggio.
Ma niuno sa donde venisse,
e quanto lontane plaghe già battesse il carro
che senza più l'auriga ora sfavilla
passando rotto per le vie del Sole.
Né sa che cosa carreggiasse intorno
ad uno sconosciuto astro di vita,
allora forse di su lui cantando i viatori
per la via tranquilla;
quando urtò, forviò, si spezzò,
corse in fumo e fiamme per gli eterei borri,
precipitando contro il nostro Sole,
versando il suo tesoro oltresolare:
stelle; che accese in un attimo e spente,
rigano il cielo d'un pensier di luce. ...

Giovanni Pascoli


se non che da la parte ond'e' s'accende nulla sen perde, ed esso dura poco...


Quale per li seren tranquilli e puri
discorre ad ora ad or subito foco,
movendo li occhi che stavan sicuri,
e pare stella che tramuti loco,
se non che da la parte ond'e' s'accende
nulla sen perde, ed esso dura poco...

Dante Alighieri - Paradiso - Canto XV



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