La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 27 agosto 2012

Poi la vidi svanire, la vidi fondersi nella distanza, farsi sogno per sempre


E io la vidi svanire
la vidi fondersi nella distanza,
farsi sogno per sempre.

Soffiava il Sud e provai paura,
Mezzogiorno d'oro croccante
illuminato pane che l'anima
affamata mangia, rinascendo.
Mare invisibile dietro le montagne.
(Adesso le nuvole, le donne,
le pigre barche bianche
saranno arrivate per vedersi…)

Pini alti, come fumi quieti,
tanto silenziosi e tanto verdi.
(Ansimerà il vento sulle rocce
furioso, ferito mortalmente…)

Soffiava il Sud. Sguardo ultimo.
Giorno finale per imparare
le sue lezioni di luce, di musica…

… Poi la vidi svanire,
la vidi fondersi nella distanza,
farsi sogno per sempre…

José Hierro


Da quando


Da quando fui stanco di cercare,
ho imparato a trovare.

Da quando un vento mi ha fatto resistenza,
navigo con tutti i venti.

Friedrich Nietzsche


Sono grida nel cielo e, in terra, sono atti.


Quando non ci si aspetta più nulla di personalmente esaltante,
ma si palpita e si va avanti più in qua della coscienza,
fieramente esistendo, ciecamente affermando,
come un polso che colpisce le tenebre,

quando si guardano dritto in fronte
i vertiginosi occhi chiari della morte,
si dicono le verità:
le barbare, terribili, amorose crudeltà:

si dicono poesie
che allargano i polmoni di quanti, asfissiati,
chiedono di essere, chiedono ritmo,
chiedono legge per quello che sentono che è troppo.

Con la velocità dell'istinto,
col lampo del prodigio,
come magica evidenza, il reale ci diventa,
identico a se stesso.

Poesia per il povero, poesia necessaria
come il pane quotidiano,
come l'aria che pretendiamo tredici volte al minuto,
per essere e, in quanto siamo, dare in sì che glorifica.

Perché viviamo a colpi, perché a malapena ci lasciano
dire che siamo quelli che siamo,
i nostri canti non possono essere senza peccato un ornamento.
Stiamo toccando il fondo.

Maledico la poesia concepita come un lusso
culturale per i neutrali
che, lavandosene le mani, si disinteressano ed evadono.
Maledico la poesia di chi non prende partito fino a macchiarsi.

Faccio miei gli errori. Sento in me quanti soffrono
e canto respirando.
Canto e canto, e cantando al di là delle mie pene
personali, mi espando.

Vorrei darvi vita, provocare nuovi atti,
e calcolo per questo, con tecnica, che cosa possa fare.
Mi sento un ingegnere del verso e un operaio
che forgia con altri la Spagna nei suoi acciai.

Tale è la mia poesia. Poesia-arnese
al tempo stesso che palpito di ciò che è unanime e cieco.
Tale è, arma carica di futuro espansivo
con cui miro al tuo petto.

Non è una poesia goccia a goccia pensata.
Nemmeno un bel prodotto. Non un frutto perfetto.
È un poco come l'aria che tutti respiriamo
ed è il canto che effonde quanto dentro portiamo.

Son parole che tutti ripetiamo, sentendole
come nostre, e che volano. Son più di quanto è detto.
Sono il più necessario: quello che non ha un nome.
Sono grida nel cielo e, in terra, sono atti. 

Gabriel Celaya


Ricordo e Malinconia


Nel lago dei tuoi occhi assai profondo
Si scioglie il mio povero cuore a fondo
Lo dissolvono laggiù
Nell'acqua di amore e di follia
Ricordo e Malinconia

Guillaume Apollinaire


Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene


Soprattutto, non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata... ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati… Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene.

Søren Kierkegaard


Dicono che ci sei, che mi hai dormito accanto


Al risveglio c’era penombra estiva
e sotto la sedia dei nostri vestiti alla rinfusa
le tue scarpe, le mie preferite, quelle da ragazzo.
Vuote di te, non scelte per l’uscita.
Lasciate al mio primo sguardo per regalo.
Dicono che ci sei, che mi hai dormito accanto
e del tuo ritorno, del sorriso che avrai e bacerò.
Senza paura.
Stanchezza solo quella giusta, che non dispera
e si ripara tra le tue braccia, a sera.

Rossella Tempesta


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