La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 4 settembre 2012

Il carnato del sole


Il carnato del sole
sveglia oasi
al nomade d’amore

Giuseppe Ungaretti


Sorgerà un plenilunio a frantumarmi


Niente, non aspetto piú niente da te, cielo,
Dovunque mi aggrappi cado con fragore
Dal tuo tetto d’aria colmo di conchiglie
Dal mazzo arrugginito delle tue stelle;
Una luna spropositata sorge in me
S’ingrossa minacciosa sui miei crinali
Sorgerà un plenilunio a frantumarmi.

Antonis Fostieris


O sarà già la luna che, levandosi, si lava di ogni polvere e del vapore delle nostre bocche?

L’inverno, la sera:
allora, talvolta, lo spazio
sembra una stanza foderata in legno
con dei tendaggi azzurri sempre più scuri
su cui si smorzano gli estremi riflessi dl fuoco,
poi la neve si accende contro il muro
come una lampada.

O sarà già la luna che, levandosi,
si lava di ogni polvere
e del vapore delle nostre bocche?

Philippe Jaccottet


La mente vorrebbe uscire di qui fuori sulla neve


La mente non può dormire, può solo giacere sveglia,
ingolfata, ad ascoltare la neve che si aduna
come per l'assalto finale.

Vorrebbe che venisse Cechov a somministrarle
qualcosa- tre gocce di valeriana, un bicchiere
d'acqua di rose- qualunque cosa, non importa.

La mente vorrebbe uscire di qui
fuori sulla neve. Vorrebbe correre
con un branco di bestie irsute, tutte denti,

sotto la luna, in mezzo alla neve, senza
lasciare traccia, neanche un' impronta, nulla.
È malata, stasera, la mente.

Raymond Carver


Un’immagine sfuocata di corpi svestiti nel momento della dolce indolenza che segue all’amore


Amano le stanze ombreggiate,
le carte da parati consunte,
le crepe nel soffitto,
le mosche sul cuscino.

Se ti viene la tentazione di allungarti,
non essere sorpreso,
non farai caso alle lenzuola sporche,
al raschio delle molle arrugginite
mentre ti metti comodo.
La stanza è un cinema buio
dove si proietta
una pellicola sgranata in bianco e nero.

Un’immagine sfuocata di corpi svestiti
nel momento della dolce indolenza
che segue all’amore,
quando il più malvagio dei cuori
arriva a credere
che la felicità può durare per sempre.

Charles Simic


Le pietre ammutoliscono nella luce e nella memoria


Vengono, vanno i giorni, senza fretta, senza
imprevisti.
Le pietre ammutoliscono nella luce e nella
memoria.
Uno usa una pietra per guanciale.
Un altro, prima di nuotare, lascia i vestiti
sotto una pietra
ché non glieli prenda il vento. Un altro
ha una pietra per sgabello
o come picchetto per il campo, al cimitero,
nell’ovile, nel bosco.

Tardi, dopo il tramonto, tornandotene a casa,
qualunque pietra della spiaggia tu posi sopra
il tavolo
è una statuetta – una piccola Nike o il cane
di Artemide,
e quella su cui un adolescente posò i piedi
bagnati a mezzogiorno
è un Patroclo dalle ciglia ombrate e chiuse.

Ghiannis Ritsos


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...