La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 10 settembre 2012

La poesia viene quando restiamo nell’inesauribile compagnia della solitudine


Solo resiste al tempo
quel che si fa
col tempo.
E quello che si fa
con l’eternità?
La poesia viene
quando restiamo
nell’inesauribile
compagnia della solitudine.
Viene come un sùbito
taglio, dove si mischiano
con fredda febbre,
sangue con sangue,
due separati
mondi.

Héctor Murena


qualcosa cresce e mi dirompe – amore, tu!


Tu sei il seme ed io il tuo terriccio.
Posi in me e germogli.
Sei il bimbo che è atteso.
Io sono tua madre.

Terra, dai il tuo calore!
Sangue, dai la tua linfa!
Un potere sconosciuto richiede oggi
tutta la vita che ho avuto.

L’onda calda che fluisce
non conosce alcuna diga,
vuol creare di più ancora,
si frange oltre.

Per questo sento così vivo male
dentro di me ora:
qualcosa cresce e mi dirompe –
amore, tu!

Karin Boye


ma il terzo bacio


A primavera Stephen mi ha baciata
E Robin in autunno – Colin poi
semplicemente, mi ha solo guardata –
nemmeno il cenno d’un bacio da lui.

Ecco: il bacio di Stephen l’ho scordato,
quello di Robin pure in fumo è andato,
ma il terzo bacio, in quegli occhi di brace,
giorno e notte m’insidia, senza pace.

Sara Teasdale


Ecco, già sorge l’alba!


S’è avvolto nelle tenebre il mondo, non temere.
Non credere durevole tutto ciò ch’è oscuro.
Sei vicino ai piaceri, amico, alle valli, ai fiori:
osa, non ti fermare. Ecco, già sorge l’alba!

Solo una nebbia lieve il tuo sguardo intimorisce.
La natura benevola prepara sotto il velo
ghirlande di rose e di viole, di nobili narcisi
per te, profumate ricompense ai tuoi canti.

Costantino Kavafis


Quédate, quédate luna


Yo no he tomado
Pero me voy a tomar un traguito ahora
Y sé que lo que más espero
Lo más que sé me enamora

Tres, siete, diez
Ya no me ves
Pero si tal vez
Te digo tu nombre
Ya sabrás quién es
Soy el perro a tus pies
Que te muerde la costilla
Y las estrellas brillan y la luna se sienta en su silla

¿Qué tomas lunita y porqué estas tan amarilla?
Bueno, ya estoy cansada y mis hijas ya me dicen viejita
Mi pelo esta seco y mi piel ya no brilla
Pero el mundo es tuyo, pero esta noche eres mía

Así que
Quédate, quédate luna
Quédate, quédate luna
Quédate, quédate luna
Quédate, quédate luna

Mira a Dios en el aire, mira a Dios en el mar
Yo te doy toda mi vida para oírte cantar
Oye a Dios en el viento, prueba a Dios en la miel
Dios vive afuera y adentro también

Así que
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna

Yo no he tomado
Pero me voy a tomar un traguito ahora
Y sé que lo que más espero
Lo más que sé me enamora


Occhio per occhio, parola per parola


Il cuore che non dorme
dice al cuore che dorme: Abbi paura.
Ma io non sono il mio cuore, non ascolto
né do la sorte, so bene che mancarti,
non perderti, era l'ultima sventura.

Ti muovi nel sonno. Non girarti,
non vedermi vicino e senza luce!
Occhio per occhio, parola per parola,
sto ripassando la parte della vita.

Penso se avrò il coraggio
di tacere, sorridere, guardarti
che mi guardi morire.

Solo questo domando: esserti sempre,
per quanto tu mi sei cara, leggero.

Ti giri nel sonno, in un sogno, a poca luce.

Giovanni Raboni


È passato tanto tempo ormai, amore mio, tanto tempo


Ci terrei a precisare che ho comprato
questa tovaglia
con il suo semplice disegno ripetitivo
di fiori viola scuro non menzionati
da alcun botanico
perché mi ricorda quel vestito stampato
che indossavi
l’estate che ci siamo conosciuti (un vestito
– hai sempre sostenuto –
che non ti ho mai detto che mi piaceva).
Be’, mi piaceva, sai. Mi piaceva.
Mi piaceva un sacco, che ci fossi tu dentro
oppure no.

Come è potuto uscirsene così in silenzio
dalla nostra vita?
Detesto (proprio detesto) l’idea di qualche
altro sedere
che faccia svolazzare a sinistra e a destra
quelle pesanti corolle.
Detesto ancor più immaginarmelo sgretolarsi
in una discarica
o fatto a brandelli – un pezzo qui che pulisce
un’astina dell’olio
un pezzo là intorno a una crepa in un tubo
di piombo.

È passato tanto tempo ormai, amore mio,
tanto tempo,
ma stanotte proprio come la nostra prima
notte sono qua,
la testa leggera tra le mani e il bicchiere
pieno,
che fisso i grossi petali sonnolenti fino
a quando si mettono in moto,
amandoli ma con il desiderio di sollevarli,
di schiuderli,
persino di farli a pezzi, se questo è quanto
ci vuole per arrivare
alla tua bellissima pelle, desiderosa,
calda, candida come la luna.

Andrew Motion



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