La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 6 novembre 2012

non sarei corsa così pronta al cenno di chi in fondo m’amava così poco


O dolce amore, dolce spina, quando
da te fui punta al cuore, piano, e uccisa,
per giacere nell’erba abbandonata,
povera cosa fradicia di lacrime
e di pioggia nel pianto della sera,
dalle notturne brume al grigio giorno
che disperde le nubi nella luce
fra il canto degli uccelli al nuovo sole –
se avessi, dolce amore, dolce spina,
pensato allora quale acuta angoscia,
anche se ti compensa il giuramento,
l’ora felice può lasciare in seno,
non sarei corsa così pronta al cenno
di chi in fondo m’amava così poco.

Edna St. Vincent Millay


Si dovrà vivere ancora Anche nei giorni neri


Ah, è il bene di domani
Tutto come ieri
Nulla sarà mai come
Lo si vede nelle pietre
Eppure tutto ci aspetta
Al ritorno dell’ora di ieri
Si dovrà pur amare
Come ancora mai
La nostra vita sarà tutta
Com’è da allora
Temete il cielo indifferente
O il gioco dell’amore
E non è un gioco stasera
O domani sera
Si dovrà vivere ancora
Anche nei giorni neri

Luis Aragon


Nell’oltretempo Prassitele manovrò uno scalpello d’oro scolpendo nella pietra i suoi ideali di alabastro


Nell’oltretempo Prassitele
manovrò uno scalpello d’oro
scolpendo nella pietra
i suoi ideali di alabastro
pronunciando
tutto il lessico dello scultore
in sillabe visibili
fuse alberi di bronzo
su di uno pietrificò un camaleonte
fece volare
colombe di pietra
i suoi compassi misuravano ponti
e amanti
e certi altri sovrumani che
lui coglieva lungo il loro cammino polveroso
verso la morte
così loro non la raggiunsero mai
potete ancora quasi vedere
il loro respiro
i loro occhi di pietra che guardano
attraverso tremila anni
placano la nostra paura di invecchiare
sebbene lo stesso Prassitele
a ventott’anni morì
perché la scultura non è per
giovani
come Costantin Brancusi
più tardi
affermò

Lawrence Ferlinghetti


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