La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 4 gennaio 2013

Amico, non chiedere mai cosa sognava la Bella Addormentata


Cosa sognava la Bella Addormentata 
nel suo sogno che durò cent’anni?
Sognava la musica muta
di oboe impolverati,
o il bollire di pentole
trascurate dalle cuoche?
Sognava i lavori 
di sua sorella la Primavera
che senza sforzo le preparava
un merletto di peschi
per le sue nozze infinite?
O quei ditali d’oro
che lei dimenticò di consegnarle
perché gli aghi la amassero?
Talora sognava di essere una cerva 
e che il cuoco pietoso
la feriva per salvare la nuora da un’orchessa.
O sognava che suo figlio era il giorno
e l’aurora sua figlia
e che suo nonno era il tempo
e pretendeva di divorarli.
Talora sognava boschi 
dove non c’erano scoiattoli né lupi,
né principi che smarriscono la strada
né bambini che credono alle fate.
Talora sognava tempi 
in cui domandarsi cos’è un uccello
e nei quali la luna è solo
una moneta inservibile.
Amico, non chiedere mai
cosa sognava la Bella Addormentata,
ricordati questo proverbio:
non c’è miglior risveglio che il sogno.




Jorge Teillier


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