La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 26 marzo 2013

Per uno strano equivoco, per una specie di trasposizione o qui-pro-quo dell'intelletto, vi sentirete divenir voi stessi fumo


I suoni hanno un colore, i colori una musica. Le note musicali sono numeri e risolvete con rapidità fulminea via via che la musica fluisce nel vostro orecchio calcoli aritmetici che hanno del prodigio. Siete seduti e fumate; credete di essere seduti sulla vostra pipa, e siete voi che la vostra pipa fuma; siete voi che vi esalate sotto forma di nuvole azzurrognole.
Vi trovate bene, una sola cosa vi preoccupa e vi inquieta. Come farete ad uscire dalla vostra pipa? Questa fantasia dura un'eternità. Con grande sforzo un intervallo di lucidità vi permette di guardare il pendolo. L'eternità è durata un minuto. Siete presi in un'altra corrente di idee; sarete presi per un minuto nel suo vivente gorgo, e questo minuto sarà ancora una eternità. Le proporzioni del tempo e dell'essere sono disturbate dall'innumerevole moltitudine e dall'intensità delle sensazioni e delle idee. Si vivono parecchie vite d'uomo nello spazio di un'ora. Allo stesso modo l'uccello che si libra in fondo all'azzurro rappresenta prima l'immortale desiderio di librarsi sopra le cose umane, ma poi già siete l'uccello stesso. Vi penso seduti a fumare. La vostra attenzione planerà un po' troppo a lungo sulle volute azzurrine che si innalzano dalla vostra pipa. L'idea di un'evaporazione lenta, successiva, eterna, diverrà padrona della vostra mente e applicherete presto quest'idea ai vostri pensieri e alla vostra materia pensante. Per uno strano equivoco, per una specie di trasposizione o qui-pro-quo dell'intelletto, vi sentirete divenir voi stessi fumo.

Charles Baudelaire - Paradisi artificiali


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