La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 3 settembre 2019

Nubi d’occaso

Al cader della sera e delle foglie,
verso ponente, sulle lunghe ombre
vagando, va il sogno mio,
a perdersi del cielo tra le rosse nubi d'occaso.
E al giaciglio del sol se ne volavano
disperse, come il sogno mio, le foglie.
0 autunno, autunno di mia gloria, come
la tua calma serena è malinconica,
quando verso occidente, sul tramonto,
va la ronda de' sogni, e sulla terra
cosparge semi d'altri mondi ed ombre!
E verso il sole occiduo s'ammucchiano
le giallognole foglie
che, verdi ieri ed attaccate all'albero,
i suoi raggi ne bevvero
dalle cime ignorate, dello stesso
sole assetate, ed anelanti 
a sola eterna sorte
d'ardere del suo cuor nella fucina
ardente sempre.
E là, cenere e fumo,
dar alla terra ciò che d'essa sorte
ed alle nubi e al ciel l'azzurro,
ed ogni giorno sulle azzurre coste
al sol che, lasso d'opra sua, si corca,
asciugare il sudore d'oro fulgido,
vital succo vermiglio.
E voi pure, miei sogni,
dell’arbor della vita fresche foglie,
lascerete alla gleba il vostro cenere,
che fu terra fangosa,
e al sole eterno,
nel tempio della gloria,
dove oriente e occidente s'affratellano,
in suprema vittoria renderete
alfin l'anima intera,
al suo fonte di vita.
Al cader della sera e delle foglie,
come le foglie pallidi, i miei sogni
sen vanno; accavallandosi com'onde:
nel giaciglio del sole van cercando
libertà redentrice.

Miguel de Unamuno
(Versione libera di Gilberto Beccari)

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